Vediamo di sintetizzare. Le frequenze TV italiane nazionali, sono limitate a 10. Questo significa che non possono esserci più di 10 emittenti nazionali. La logica del liberismo o del libero mercato, vorrebbe che le 10 frequenze, di proprieta' dello Stato, venissero affidate in concessione a 10 differenti operatori, in modo da permettere cosi' il massimo sviluppo della concorrenza. Le frequenze invece in Italia, sono cosi' ripartite: 3 a Mediaset, 3 alla Rai. Due delle restanti sono assegnate ad emittenti che trasmettono video musicali e le rimanenti una ad una Società di televendite e l'ultima alla TV La7. Qui finisce il mercato. Infatti non essendoci altre frequenze, non possono entrare altri concorrenti. Questo problema, non esiste per i giornali stampati, perche' chiunque può stampare il proprio. E non esiste neppure per il Web, perche' anche in questo caso chiunque può aprire un sito e via via trasformarlo in un quotidiano di informazione. Per le televisioni invece, in Italia esiste un vero e proprio monopolio legale.
La destra, sostiene che il monopolio Mediaset sia dovuto a una posizione dominante. Secondo la loro tesi, Mediaset è troppo forte commercialmente e quindi puo' schiacciare chiunque voglia entrare sul mercato, o meglio nessuno vuole rischiare di entrare sul mercato, poiche' esiste una potenza commerciale della forza di Mediaset. Tralasciando anche solo per un attimo che in uno Stato liberista (come per esempio gli Stati Uniti), proprio questo comportamento sarebbe vietato dall'Antitrust, e' vero invece che Mediaset non ha concorrenza perchè non vi sono frequenze libere e quindi nessun nuovo concorrente potra' liberamente entrare sul mercato. E le vicende di Cecchi Gori alla 7 e di Europa Plus e Rete 4, sono eloquenti di come Mediaset sia bene attenta ad indebolire e contrastare qualunque competitor che si presenta sulla scena, anche con entrare vigorose a gamba tesa. Confalonieri (uno degli stallieri di Arcore), sostiene di contro che il problema addirittura non esiste, perche' per far concorrenza a Mediaset basta investire e fare una TV competitiva. Invece, e' vero che per far concorrenza a Mediaset, occorre per prima cosa avere una frequenza in concessione per trasmettere. Lui lo sa ed ha infatti ben tre frequenze a disposizione per continuare a prendere per il culo e a disinformare gli italiani con questa favola. Per risolvere il problema bisognerebbe cambiare l'impostazione della legge Gasparri, o scrivere anche su quella esistente una semplice riga: "nessun soggetto privato può essere concessionario di più di una frequenza televisiva nazionale". Prodi ci provo' alcuni anni fa a lanciare un sasso, proponendo la privatizzazione di due reti di Stato come bilanciamento per una disponibilta' Mediaset a mollare due reti. Ma non ci fu nulla da fare, non solo per l'indisponibilita' Mediaset, ma anche per il cicalliccio del pollaio della sinistra, a quel tempo, fu piu' preoccupato di arrivare ad una equa ed equilibrata spartizione di poltrone. Sempre da destra (ma per verita' anche da sinistra ) si sente dire che se tutto questo era vero per il passato, con il digitale terrestre si risolverà finalmente il problema. Non è proprio così. Con il digitale terrestre, non aumenteranno le frequenze, aumenteranno semplicemente i canali che possono essere trasmessi su ogni frequenza. Puo' apparire equivalente, ma non è così. Con il digitale terrestre, chi ha una frequenza potrà trasmettere X canali su quella frequenza, chi come Mediaset ha 3 frequenze potrà trasmettere X canali per 3. E Mediaset ha già provveduto a riempire i suoi nuovi canali con partite di calcio e film a pagamento, senza manifestare alcuna intenzione di vendere l'utilizzo di questi nuovi canali a soggetti televisivi autonomi, che possano farle concorrenza. E La legge Gasparri, del resto, non impone questo. Quindi il digitale terrestre aumentera' i canali delle Società che possiedono già le frequenze, ma non garantira' assolutamente l'ingresso di nuovi soggetti, che rimangono quindi subalterni alla volontà di chi è gia' monopolista di concedere canali ai propri concorrenti. Quale interesse avra' mai dunque un monopolista a farlo ? Una legge liberale imporrebbe a Mediaset e alla Rai, di trasportare tutti i loro canali in digitale su una sola frequenza per lasciare libere un totale di 4 frequenze per altrettanti soggetti privati. Ma anche se e' un concetto semplice, e' veramente duro da digerire per troppi supposti liberali di destra e di sinistra.
Nessun commento:
Posta un commento