giovedì 30 aprile 2009

PRIMO MAGGIO 2009

Giuseppe Pelizza da Volpedo. Il Quarto Stato. 1901. Milano, Galleria civica d'Arte moderna.



Pellizza da Volpedo, Giuseppe (Volpedo, Alessandria 1868-1907).
Pellizza nacque nel 1868 a da una coppia di piccoli proprietari terrieri che commercializzavano i loro prodotti nell'area dell'alessandrino e a Milano. Fu proprio grazie a questa attività che i Pellizza entrarono in contatto con personaggi di primo piano della cultura milanese dell'Ottocento, come i fratelli Grubicy, mercanti d'arte che sostenevano l'arte contemporanea. Alberto Grubicy giocò un ruolo fondamentale nella vita di Giuseppe, aiutandolo a coltivare la sua naturale predisposizione al disegno e ad iscriversi, dopo aver terminato le scuole a Castelnuovo Scrivia, all’accademia di Brera.
Nel periodo degli studi a Milano Giuseppe frequentò lo studio del pittore Giuseppe Puricelli, attento alla pittura di verità e di natura e successivamente quello di Pio Sanquirico, altro pittore importante nella Milano degli anni Settanta; si iscrisse inoltre alla "Famiglia Artistica", un'associazione culturale che accompagnava l’iter accademico di formazione degli artisti.
Terminato il tirocinio milanese sotto la guida di illustri maestri (come Francesco Hayez e Giuseppe Bertini), Pellizza decise di andare a Roma nel 1887. Si iscrisse prima all'Accademia di San Luca, e successivamente all'Accademia di Francia che era stata nel corso del Settecento e per tutto l'Ottocento meta degli artisti francesi che giungevano a Roma.
Non soddisfatto dell’esperienza romana, Pellizza si trasferi' a Firenze nel 1888, dove frequentò l'Accademia di Belle Arti, trovando un ottimo maestro in Giovanni Fattori ed un ambiente culturalmente ricco e vivace. Firenze infatti era un'indiscussa capitale artistica di dimensione internazionale, meta di molti artisti, soprattutto inglesi, e sede di importanti istituzioni culturali, come il Gabinetto Vieusseux.
Alla fine dell'anno accademico, tuttavia, egli lasciò Firenze per tornare a Volpedo, pronto ormai, secondo il giudizio dello stesso Fattori, ad affrontare la pittura dal vero attraverso lo studio della natura.
Per perfezionare ulteriormente la sua tecnica si recò nel 1889 a Bergamo, dove all'Accademia Carrara insegnava pittura il famoso ritrattista Cesare Tallone, che seguiva con passione i propri allievi. Pellizza frequentò per due anni i suoi corsi, accolto come allievo particolare del maestro avendo superato i limiti di età, e acquisì la sicurezza che gli mancava nel disegno dal vero della figura umana e del nudo.
Nel dicembre del 1889 Pellizza intraprese il suo primo viaggio a Parigi in occasione dell'Esposizione Universale. Fu un viaggio assai importante per l’arricchimento del suo bagaglio artistico, ma fu bruscamente interrotto per la morte della sorella Antonietta.
Nello stesso anno Pellizza frequentò per un breve periodo l'Accademia Ligustica a Genova, per perfezionarsi nello studio del paesaggio, dove rivide l'amico livornese Plinio Novellini.
Giunto al termine di questo tirocinio Giuseppe decise di fermarsi a vivere e lavorare a Volpedo. Tale decisione fu consolidata dal matrimonio contratto nel 1892 con la diciassettenne Teresa Bidone. Da quell’anno inoltre cominciò ad aggiungere al suo cognome quel "da Volpedo" che finì per connotare costantemente la sua firma.
Iniziò ad inviare i suoi quadri alle prime esposizioni importanti e ben presto divenne conosciuto e cominciò a viaggiare per l'Italia al seguito delle sue opere, recandosi, dopo Milano, ad esempio a Genova nel 1892 per la grande mostra celebrativa della scoperta dell'America, e quindi di nuovo a Milano nel 1894 per la seconda Triennale ottenendo importanti riconoscimenti. I suoi viaggi gli permisero di confrontarsi con altri pittori che avevano adottato la tecnica divisionista, soprattutto Segantini, Morbelli e Longoni.
Convinto che l'ormai raggiunta perizia tecnica dovesse accompagnarsi ad una altrettanto approfondita preparazione intellettuale, tra il 1893 e il 1894 Pellizza stette per alcuni mesi a Firenze per frequentare l'Istituto di Studi Superiori ed ampliare così la sua cultura storica ed umanistica.
Nel 1896 fece poi un viaggio a Roma e a Napoli, mentre tra il1892 e il 1897 si recò costantemente a Torino, Milano e Venezia in occasione delle più importanti rassegne pittoriche nazionali, stringendo nuove amicizie, ad esempio con i piemontesi Leonardo Bistolfi e Giovanni Cena, con cui Pellizza condivideva aspirazioni ed inclinazioni artistiche.
In questi anni Pellizza, abbandonando la semplice ripresa dal vero, cominciava ad orientarsi verso un'arte di tipo simbolista. Nel 1900 egli poté ritornare a Parigi per l'Esposizione Internazionale cui partecipava anche il suo “Specchio della vita”, che si impose come un'opera cardine nelle discussioni sul simbolismo.
Nel 1902 espose “Il quarto stato” alla Quadriennale torinese senza ottenere un grande successo. I grandi temi della giustizia sociale, dell'uguaglianza e della libertà che il quadro rappresentava innescarono infatti una serie di polemiche e crearono un certo sconcerto tra gli osservatori. “Il quarto stato” non si prestava certo a facili strumentalizzazioni, cosicché deluse sia chi pensava che sarebbe stata un'opera assolutamente idealistica, sia chi l'avrebbe invece voluta più esplicitamente schierata. Tali polemiche allontanarono da Pellizza gli amici di sempre, si ritrovò quindi a dover ricostruire una vita di relazioni, tanto più che nel frattempo era morto Segantini, a lungo suo punto di riferimento ideale.
Tra il 1903 e il 1904 egli riprese i rapporti con qualche piemontese, in particolare Matteo Olivero e Giovanni Cena. Cena era corrispondente di vari giornali italiani da Londra, dove aveva vissuto tra 1902 e 1904, e aveva interessi affini a quelli di Pellizza: era vicino alle classi popolari senza essere ostinatamente populista, aveva una cultura umanistica di grande respiro e mostrava interesse anche per il simbolismo.
In questi anni Pellizza non viaggiò molto, fino al 1904, quando decise di intraprendere un viaggio in Engadina, nei luoghi di Segantini, dedicandosi alla pittura di paesaggio; sentiva infatti il bisogno di riflettere maggiormente sull'opera di Segantini, perciò volle andare a visitare le alte vette che avevano spesso ispirato l'artista ormai scomparso.
Nel 1906 si recò nuovamente a Roma, dove riuscì a vendere alcune sue opere, infatti, anche se aveva esposto con continuità i suoi quadri nei primi anni del '900, non aveva venduto quasi nulla, tranne qualche ritratto eseguito su commissione. Nello stesso anno vendette altre due opere, di cui una allo stato, in occasione dell’esposizione di Milano.
Quando sembrava che per Pellizza stesse iniziando un nuovo periodo fortunato,coronato dal riconoscimento della validità delle scelte di arte e di vita da lui perseguite con tenacia, la sua vita fu sconvolta dalla morte,
in conseguenza di un parto sfortunato, del figlio terzogenito e dell'amatissima moglie.
Tali eventi causarono una profonda depressione all'artista, che si tolse la vita nel proprio studio la mattina del 14 giugno del 1907.

mercoledì 29 aprile 2009

MA COSA STA SUCCEDENDO IN ITALIA?

Il via lo ha dato Fini in visita alle tendopoli degli sfollati, con una affermazione lapidaria. L’inchiesta di Santoro sul terremoto in Abruzzo e’ stata “indecente, “l’unica cosa stonata in questa tragedia”. Subito Berlusconi, Gasparri ed i giornali militanti, sono scesi di ronda con il cappio in mano, a pretendere la testa del giornalista quale necessaria soluzione per riportare la programmazione Rai ad indirizzi etici. Dal canto loro, i nuovi vertici Rai hanno gia’ deciso (in assoluta autonomia e senza condizionamenti di sorta tantomeno politici), di aprire una inchiesta.
E gia’, perche’ quando tanti autorevoli leaders di un partito politico che secondo i sondaggi viaggia verso il 50% dei consensi, si riconoscono appieno nelle cose dette da Fini, queste non sono piu’ semplici opinioni, ma oggi diventano sacrosante verita’ condivise da almeno la meta’ del popolo italiano. E la verita’ deve sempre trionfare contro la menzogna, come la ragione contro l’ignoranza, il progresso contro la barbaria, il bene contro la malvagita’. E poi si tratta di un coro talmente intonato, che di fronte ad una tragedia di queste dimensioni anche la protesta di indipendenza dell’informazione da parte di qualche pesce fuor d’acqua appare fuori luogo e pretestuosa. La soluzione e’ solo nell’agire con determinazione e la necessaria durezza, per venire incontro al senso comune della gente e rendere giustizia alle vittime.
Ho visto la trasmissione di Santoro sul terremoto e non mi e’ apparsa indecente. Ritengo, come molti osservatori esteri, che l’indecenza sia stata superata in questa occasione da altri, a partire dalle dichiarazioni del Premier che proprio mentre Fini cantava, ha affermato testualmente in conferenza stampa “di avere giurato sulle bare delle vittime che nessuno degli sfollati sara’ lasciato solo”. L’indecenza e’ stata superata dalle reti Rai e Mediaset che hanno mollato incapaci a cercare servizi ad ogni costo (puntualmente trasmessi senza tagli ne’ commenti) e non inviati stampa per riferire fatti. In questi giorni, le reti televisive italiane tra una magnificazione e l’altra del Premier e dei soccorritori, ci hanno mostrato porcherie immonde. Si sono visti sfollati che dormivano in auto, importunati da fari cineprese e microfoni per sentirsi chiedere “come sta?”, “lei dov’era?”, “quanti morti ci sono secondo lei sotto quella casa?”, oppure “ questa sera lei andra’ in tenda o in albergo?” E tante altre, eticamente ancora peggiori, come il servizio del telegiornale Rai Uno, che non ha trovato notizia piu’ importante da riferire con enfasi agli italiani di quella sui records di odience battuti dalla testata giornalistica, grazie ai suoi servizi sul terremoto.
A me sembra invece che la trasmissione di Santoro ha messo sul piatto verita’ sacrosante e sottaciute dai piu’. La prima consiste nel fatto che questa tragedia mette in primo piano i peggiori vizi di costume che dominano prepotentemente la societa’ italiana di oggi. In Italia infatti, nonostante una legislazione antisismica particolarmente avanzata, nel 2009 solo il 15% delle abitazioni e’ a norma ed esistano oltre 2 milioni di edifici abusivi. Nel Mondo, o almeno dove l’informazione fa il suo lavoro, questa e’ la notizia di base, per approfondire il perche’ dell’accaduto. Infatti, e’ scientificamente provato che il terremoto non ha natura divina ne’ tantomeno che sia imputabile al destino ed e’ anche provato che il terremoto non uccide nessuno. Per ricondurci all’ambito corretto per affrontare quanto e’ accaduto in Abruzzo, ci ricordava un tecnico a Ballaro’, che anche il piu’ violento dei sismi, se avviene nel deserto, non provoca vittime. Le vittime ci sono soprattutto quando le persone sono colte di sorpresa, non hanno tempo per fuggire e rimangono schiacciate dai crolli delle abitazioni. E negli ultimi cent’anni gli italiani morti per colpa dei crolli avvenuti durante i terremoti, sono centinaia di migliaia, piu’ che nella Prima Guerra Mondiale. Gli insegnamenti e la memoria di questi eventi, dovrebbero quindi meritare perlomeno la stessa attenzione storica e culturale, per perseguire coralmente e tenacemente il minor danno possibile nella prossima occasione, visto che siamo certi che ci sara’. Ma in Italia questo non avviene e si agisce solo sull’onda dell’emozione. Negli ultimi cinquant’anni, sono stati predisposti i sistemi di rilevazione sismica, mappature che individuano il grado di rischio di tutto il territorio nazionale; e’ stata istituita la protezione civile con competenze di prevenzione e soccorso e si e’ legiferato in materia in termini sempre piu’ adeguati. Ma nell’insieme, tutto questo e poco, molto poco rispetto a quello che si poteva e doveva fare. Anche in Giappone, in California, in Cina ed in Russia, hanno dovuto fronteggiare situazioni simili o anche peggiori. Ma quasi ovunque, da molto tempo hanno portato, con impegni politicamente bipartisan e gradualita’ l’intera societa’ ad adeguarsi. Sono partiti dalle nuove costruzioni, fissando regole per le localizzazioni, gli insediamenti, le costruzioni i materiali, hanno adeguato o spostato gli edifici strategici e sensibili, hanno adeguato gli edifici storici. Poi per gli edifici civili hanno deciso piani mirati, adeguamenti obbligatori e anche demolizioni obbligatorie. Ed oggi quei territori sono ancora densamente abitati, ma le costruzioni esistenti reggono l’impatto sisimico. In parallelo hanno educato le popolazioni interessate a comportamenti virtuosi e consapevoli. Per questo, da quelle parti oggi, terremoti della forza di quello avvenuto in Abruzzo, non provocano quasi mai vittime o crolli. In Italia, come in Grecia, invece, purtroppo non e’ cosi’. Quindi i politici di tutti gli orientamenti, nazionali e di periferia, quando in Italia avvengono catastrofi del genere, dimostrano esempio etico se riflettono sulle proprie molteplici e gravi responsabilita’; se si coprono il capo di cenere e chiedono scusa senza giustificazioni ai cittadini. Ma questo, solo dopo aver fatto bene il proprio dovere, e cioe’ il possibile per salvare ed assistere le vite umane. In questi casi un obbligo etico senza eccezioni, dovrebbe riguardare l’esigenza di apparire solo quando e’ inevitabile e soprattutto mai in termini cosi’ asfissianti come e’ avvenuto questa settimana. Il rispetto per il dolore delle vittime e delle popolazioni colpite, e’ compatibile solo con presenze contenute e non invadenti, veri e propri falli a gamba tesa da sancire con l’espulsione. Questo riguarda sopratutto le reti televisive Rai e Mediaset ed il taglio scelto dalle testate giornalistiche militanti. La notizia da raccontare e’ data dalla enormita’ di vittime e dal dolore delle popolazioni e questo tema va sviluppato con professionalita’ ed impegno entrando anche nell’infinita’ di aspetti specifici che la notizia alimenta. Ma quando si decide di pubblicare le cose per come arrivano, senza un filtro ed un montaggio, oppure di soffermarsi in termini ossessivi a dare spazio ad alcuni aspetti della notizia e non ad altri, allora il comportamento professionale ed etico de giornalista, diventa discutibile. Uno di questi temi e’ l’insistenza a volere documentare l’impegno napoleonico del Premier in questa vicenda, che riferisce giornalmente addirittura sul numero di tende, letti e volontari a disposizione e qualita’ dei pasti, cercando di coniarsi una medaglia da applicare sul prossimo programma elettorale. Di peggio. Si vuole fare intendere all’opinione pubblica, che l’operato di questo Governo e’ senza macchia e quindi anche senza responsabilita’ alcuna. E non puo’ avere diritto d’ascolto o di parola chi afferma il contrario, perche’ racconta solo falsita’ e dimostra mala fede strumentale. Questo impianto e’ di una violenza culturale inaudita, perche’ vuole imporre i vincoli e temi all’intera discussione politica. E’ una manifestazione da quarto potere, attuata con tecniche precise di propaganda, secondo la quale si stabiliscono dall’alto le cose che si possono criticare e quelle che non si possono criticare. E’ come una cappa che pesa contro tutti quelli che non sono nel coro ed e’ una palla al piede per lo sviluppo civile di una qualunque comunita’. Sono cose gravi quando albergano all’interno di un partito, ma diventano terribili quando si affermano da parte di un partito, anche quello del 51%. E questa sensazione genera la convinzione che l’Italia non sia dei cittadini, perlomeno in questo momento. Se sono rimasti uccisi un numero cosi’ elevato di esseri umani, la responsabilita’ non e’ del terremoto ma di altri esseri umani siano essi dei potenti o dei semplici geometri, che hanno progettato, costruito autorizzato, pianificato l’edificabile, senza avere come priorita’ mentale e del proprio agire, il rispetto dei vincoli naturali e delle leggi insistenti sui territori. Poi la magistratura stabilira’ se ci sono stati anche delitti e se si’ quali pene infliggere ed a chi. E la cultura dei condoni, come l’eccesso di tolleranza verso l’abusivismo edilizio, scoprono in questo casi, la loro vera natura criminale.
Poi la trasmissione di Santoro ha messo il dito su di un secondo punto, quello dei ritardi. Ed anche qui ancora cori a non finire per sostenere il contrario. Eppure lo sanno anche i sassi che in Italia la manutenzione delle abitazioni e’ a dir poco scadente, mai legata a scadenze periodiche e quasi sempre legata ad ampliamenti edilizi (una veranda, una camera o un piano in piu’). Inoltre l’Aquila e’ in una zona considerata ad alto rischio sismico. Li’ la terra stava tremando da mesi e tremera’ ancora per diverso tempo. Passi per la sorpresa (anche se in guerra la sentinella che dorme di regola viene processata e fucilata), ma a l’Aquila come altrove, la protezione civile italiana non ha ancora predisposto ed attuato piani preventivi obbligatori di addestramento per le scuole, le fabbriche, i centri commerciali, gli uffici e la popolazione, esattamente come hanno imparato a fare da molto tempo i giapponesi, ed i russi sulle Isole Kurili e neppure piani di verifica ed adeguamento obbligatori dei presidi essenziali, o degli impianti a rischio. Credetemi; nel Mondo il fatto che a l’Aquila siano praticamente crollati l’Ospedale e la Prefettura e’ di per se’ una notizia sbalorditiva per il senso comune dei piu’ . In Giappone poi, hanno deciso di recente, di realizzare in tre anni l’ultimo piano nazionale quinquennale antisismico, proprio per combinarlo con una azione decisa contro la crisi economica. Si noti che un fatto come questo in Giappone non e’ nemmeno una notizia, perche’ la notizia e’ data dalla fortuna di potere utilizzare una opportunita’ di questo tipo, per poter rendere piu’ efficace l’azione contro la crisi economica. Troppo spesso pero’ si rifiuta questo piano di discussione e si tronca il discorso con il classico luogo comune che da loro le cose vanno cosi’ perche’ hanno un’altra cultura, che e’ come dire che in Svizzera i treni arrivano in orario perche’ non hanno tutti i problemi che abbiamo noi. Ma sarebbe meglio convincersi che loro l’altra cultura sono riusciti a costruirsela, sostituendo per esempio la cultura del fare con quella del fare bene e facendo seguire alle parole dei programmi, leggi e le realizzazioni previste. In Italia invece, sosteniamo la giusta necessita’ di stimolare l’edilizia per rispondere alla crisi economica e riavviare lo sviluppo, ma abbiamo la testa altrove e pensiamo ad un piano in piu’, una camera in piu’ a nuove abitazioni. E tutte le occasioni sono buone: i giovani che non possono comprare la casa, gli sfrattati, decorose dimore per gli immigrati regolari e cosi’ via. Ci piace nascondere i nostri vizi dietro il volgare luogo comune che “bisogna fare cose e non chiacchierare e che si puo’ fare tutto solo dando al Premier una “bacchetta magica”, quasi a fare capire che in Giappone sono piu’ fortunati di noi. Sono senza inquilini sfrattati, giovani senza casa, immigrati da sistemare e quindi possono tranquillamente pensare agli adeguamenti delle leggi contro i terremoti.
Invece, proprio per il credito storico culturale che il Mondo riconosce all’Italia, all’estero sorprende molto vedere che proprio in Italia non vengono fatte cose vitali, come quella di fissare vincoli inderogabili di compatibilita’ con la natura, come regola dello sviluppo insediativo da perseguire, che sembra invece affidato di regola al caso. Nel Mondo tutti conoscono il Vesuvio e tutti vedono come quell’area rimane densamente abitata e che l’urbanizzazione da quelle parti, continua ancora oggi. E per molti non ci sono spiegazioni comprensibili, per questa come per altre contraddizioni italiane evidenti. E poi, come nei principali paesi civili, anche in Italia l’abusivismo edilizio e’ considerato un reato penale, ma nonostante questo, e’ noto che non si sequestra quasi mai nulla e si demoliscono solo le baraccopoli dei poveri Cristi che vivono ai margini delle metropoli. Per gli italiani “la cementificazione” non e’ un vizio capitale equivalente alla associazione a delinquere, ma sembra quasi una virtu’, propria di chi si adopera per le sviluppo ed il progresso. E sono di questa perversa opinione, soprattutto tanti politici (anche tra quelli della tolleranza zero), nelle cui menti albergano in modo diffuso tolleranza a go-go e complicita’ clamorose. A partire dai politici nazionali, che per una ragione o per l’altra, hanno rifilato criminali condoni su condoni. E cosi’ all’estero quando l’Italia balza all’attenzione per vicende come questa del sisma in Abruzzo e si vedono le furibonde discussioni dei programmi italiani si pensa subito al melodramma a Toto’ e troppi comportamenti risultano censurabili e incomprensibili. Quando poi si argomenta che i clamorosi ed evidenti ritardi degli adeguamenti imposti dalle norme antisismiche italiane (e non europee) dipendono dal fatto che in Italia ci sono tanti monumenti storici e tante abitazioni costruite prima della legislazione, si sta offendendo il buon senso comune, perche’ monumenti storici ed abitazioni costruite precedentemente esistono ovunque, anche nei paesi dove gli adeguamenti vengono fatti. All’estero poi, notizie come quella della condanna dei dirigenti della Calcestruzzi perche’ hanno prodotto e venduto per anni calcestruzzo “depotenziato” (un elegante specifico neologismo giuridico per far rientrare le colpe nella categoria dei ladri e non dei truffatori) per dividersi i ricavi con la Mafia siciliana, combinate con le terribili immagini del terremoto, porta subito alla mente quale grado di sicurezza sara’ dunque garantito nelle grandi infrastrutture italiane ed appare incredibile constatare che in Italia nessuno se ne preoccupi. La stessa notizia, combinata con la posizione dell’Italia (ritenuta dai piu’ fiscale) di difendere il principio che nei succhi di frutta deve essere contenuta una percentuale obbligatoria di arance, convince molti nell’idea che in Italia ci sono sempre due pesi e due misure. Di peggio, tra una incomprensione e l’altra succede che si mescolano troppe cose tra loro, ed una convinzione giusta e diffusa come quella che in Italia c’e’ troppa Mafia puo’ facilmente portare all’affermazione che gli italiani sono tutti un po’ mafiosi. Quando lo scrive un giornalista tedesco o lo afferma un politico straniero di terz’ordine (cosi’ non fu infatti quando Nixon affermo’ che gli italiani lui li riconosceva dall’odore), i giornalisti italiani insorgono in coro e gridano subito al razzismo. Ma farebbero bene ad insorgere con la stessa energia, anche contro l’Onorevole Mussolini quando afferma a Porta a Porta (e senza smentita) che i rumeni vengono in Italia per stuprare le nostre donne italiane, visto che quelle dichiarazioni hanno fatto il giro del Mondo.
Qui a San Pietroburgo c’e’ un piccolo giornale che da anni promuove una vera e propria campagna di stampa, contro i responsabili dell’inquinamento nucleare del Golfo Baltico, dovuto ai sommergibili della flotta di stanza a Kronstadt e preposti ancora oggi alla difesa nazionale. Eppure, il Presidente della Camera russo non e’ mai intervenuto. E neanche il Sindaco di Pietroburgo si permette di dichiarare che quel giornale e’ indecente. A nessuno e’ venuto in mente di ritirargli la licenza. Eppure i giornalisti italiani dei giornali e della televisione, quando parlano di Russia invocano sempre e comunque in coro la liberta’ di stampa negata. Allora perche’ lo stesso coro non lo rivolgono oggi a Fini, considerato che si sentono depositari del concetto di liberta’?. Che non sia vero in fondo, che in Italia oggi si predica bene ma poi si razzola male?
Pier52
LA NOSTRA VITA STA CAMBIANDO A VELOCITA’ FULMINANTE.
Blog, sharing, computer, mause, feed, layout, post, chat, mail, screening, scrolling, test, back up, software, net-work, missing, rooming, recorder, cover, movie, clip, file. Queste come molte altre sono ormai parole di uso comune. Sono tutte parole in americano che esprimono concetti linguistici precisi o azioni che ci stanno cambiando le abitudini di vita e con le quali abbiamo a che fare ogni giorno sempre di piu’. Sono pero’ una palese manifestazione della superiorita’ culturale statunitense in campo informatico, e dell’evidente ritardo dell’Europa. I primo trascinano, e tutto il mondo segue. E noi europei, non siamo neanche i migliori assimilitatori. Se prendiamo come indice di riferimento la diffusione di strumentazioni informatiche personali, (compiuter, notebook, netbook, play-station, telefonini), siamo dietro al Sud Est asiatico ed alla Cina. I primi perche’ sono meno pigri di noi, i secondi perche’ sono piu’ nemerosi. Pochi sono i termini tradotti in italiano e non sempre in modo preciso. Grave problema, perche’ la mancanza di traduzione o rispondenza concettuale, crea insicurezza, rende difficile la comprensione e quindi l’apprendimento mentale di logiche e tecniche nuove, sempre’ piu’ utili o addirittura indispensabili per acquisire conoscenza e comunicare con gli altri. In sintesi: ormai ci complica la vita. Io per esempio quando ero piccolo andavo a vedere un film e non sono andato mai a vedere un “movie” e fino a quando non vidi un documentario, identificavo il film addirittura come la forma di rappresentazione virtuale del movimento. E poi la monumentalita’ di alcuni cinema, mi portava a riconoscere una importanza quasi equivalente a quella dei teatri, nella mie categorie mentali degli strumenti di acquisizione della conoscenza. Ma tra questi strumenti, il roulo principale era sempre coperto dal classico libro. L’informatica ha gia’ trasmormato e semplificato le vecchie categorie mentali. Tutti gli strumenti materiali che servivano per acquisire conoscenza e quindi sapere, libri, giornali, fotografie, “film” video e quant’altro, in un unico strumento che e’ il file. I file a loro volta, possono essere di testo, musicali, di immagine o video. Per raggiungere l’identita’ perfetta con i sensi della percezione umana, mancano all’appello, solo file che trasmettano odori e sapori. Ed oggi, lavoriamo tutti, sempre piu’ sui e con i file, perche’ con le applicazioni, possiamo combinarli tra loro in infiniti modi e trasmetterli con molteplici strumenti. I risultati pero’ sono straordinari, perche’ risparmiamo tempo, denaro, fatica a go-go. Io poi, mi trovo ancora spesso in difficolta’ con le estensioni dei file e le conversioni, ma quando posso mi alleno, perche’ capisco che adeguare la mia padronanza, mi permette risparmi ancora superiori. Sara’ meglio che assimili mentalmente e definitivamente questa codifca per file degli strumenti antichi del sapere ed anche che riordini in fretta i miei archivi, soprattutto quelli in rete. Fortunati i piu’ giovani di me, che a parte 4-5 generazioni, sono nati senza condizionamenti in eccesso e fin dall’infanzia non hanno perso tutto il tempo che ho perduto io per arrivarci con la pratica ed il ragionamento!


Mi ritorna spesso in mente una convinta e perentoria affermazione del mio Amico Aleksiei, con il quale discutevo alcune settimane fa dell'universalita' del Pensiero di Pushkin (che in Italiano e' proprio tradotto con i piedi) e di Dante Alighieri. Papa Ratzinger aveva da poco annunciato che il Purgatorio non esiste ed Aleksiei che e' padrone della filosofia delle religioni molto piu' di me, commento' l'accaduto dicendomi: Guarda che il Potere e' capace di censurare chiunque anche dopo 700 anni.
INTERNET E LA SOCIETA’ DEL FUTURO
Internet ci sta portando in tempi rapidissimi verso la societa’ del futuro. Oggetti strumentali come penne borse, biglietti di auguri, cartoline, agende, macchine da scrivere, calcolatrici meccaniche, registratori, orologi, giradischi, cassette, gomme per cancellare, puntatrici, videoregistratori, mangianastri, sono ormai per molte persone, strumenti inutili, non piu’ essenziali e sempre di piu’ legati ai ricordi di un passato recente. Beni materiali che avevamo comprato perche’, indispensabili per il nostro lavoro o lo studio, o meglio per acquisire le conoscenze utili a fare le cose che dobbiamo o decidiamo di fare con il massimo di soddisfazione personale, sono stati sostituiti da altri beni materiali ma anche e sempre di piu’ da beni immaterialicopiuter, tastier, mause, applicazioni, dischi rigidi memorie esterne, memorie flash, domii informatici, nuovi oggetti che compriamo ormai per necessita’, ma sempre per acquisire le conoscenze utili a fare le nostre cose con il massimo di soddisfazione personale. L’informatica, in tempi molti rapidi, ha prodotto tanti e sostanziali cambiamenti nelle abitudini personali, come nei rapporti sociali. Il mondo delle comunicazioni, della mobilita’ dell’economia, della cultura, ha visto l’entrata di nuovi potenti strumenti come E-mail, SMS, Chat, Feed e molti materiali spazi di aggregazione come osterie, cinema, bar, sale di lettura, sono state sostituite da spazi cosiddetti virtuali, come network, siti Internet forum, blog, che permettono l’acquisizione di informazioni dirette ed in quantita’ illimitata. Tutto diventa piu’ rapido e tante cose che fino a poco tempo fa acquisivamo a pagamento o che richiedevano delicati o costosi strumenti per essere fatte, oggi si acquisicono gratuitamente e sempre piu’ pesso I nostri l problemi da risorvere diventano come indirizzare la ricerca o quali materiali salvare o quail conservare. Avvertiamo in modo crescente, che programmi ed applicazioni informatiche ti permettono di raggiungere risultati straordinari, ma che per capire come farle funzionare e al meglio, basta sempre meno l’esperienza pratica e a volte avvertiamo anche con terrore, quanto pesi sempre di piu’ nelle nostre perdite di tempo o nei nostri clamorosi insuccessi, le insufficienza delle nostre conoscenze teoriche, ovvero della formazione informatica di base.
RIVALUTIAMO LA STATISTICA
Da qualche tempo a questa parte, ho rivalutato di molto la scienza statistica. Una tempo la vedevo come distante ed immobile. Utile a capire ed interpretare la storia, ma troppo distaccata, per analizzare la realta’ odierna o le dinamiche dei fatti. Oggi noto che e’ sempre meno cosi’. La statistica, come molte altre discipline che compongono e sviluppano numeri, sono invece oggi discipline vitali per capire ed interpretare la realta’. Si’ perche’ la statistica e’ una scienza esatta e quindi moto affidabile, ma ha sempre richiesto tempi lunghi di rilevazione e di eleborazione e pubblicazione e quindi non immediata a trasferire conoscenze e.quindi non applicabile all’analisi degli eventi o di una programmazione, se non in termini ausiliari, coplementari o confermativi. Un po’ come le divisioni complesse in matematica, che solo trent’anni fa erano un vincolo pesante per la logica perche’ dovevano essere fatte a mano con una procedura attenta e lunga, oppure con ingombranti e rumorose machine meccaniche, mentre oggi possono essere risolte in tempo quasi reale, in mille modi con un computer, una calcolatrice a raggi solari, un orologio da polso, un telefonino. L’informatica invece gia’ appllica la statistica in tempi reali e estendera’ sempre maggiormente il suo uso attraverso nuove complesse e potenti tecniche di rilevazione ed elaborazione. Me ne sono reso conto riflettendo sulla notizia: Terremoto in Abbruzzo 290 vittime e seguendo le polemiche dei giorni immediatamente successivi. I terremoti ci sono sempre stati e sempre ci saranno e sulla terra ce ne sono ogni giorno numerosi, di forza ed estensione diversa. CI sono le vittime quando il terremoto avviene. In centri abitati perche’ con il terremoto e abitazioni e gli edifici, crollano con tale rapidita’ da non lasciare molte vie di scampo agli esseri umani chi vi sono ricoverati dentro.
Articolo Scritto da: Luca De Marini (TheDarkMaster)
Premesso che tempo fa spiegai come in Italia l’iPhone sia stato allegramente affossato nelle sue complete potenzialità, va comunque detto che se si hanno i soldi per comprarlo e per un Vodafone Pack base (io ho una ricaricabile e con 3 euro a settimana ho 500 mega a settimana, che sono pochi comunque ma quanto meno mi permettono di divertirmi abbastanza con il mio iPhone) e se si installano i giusti software per sfruttare al meglio le reti wi-fi, l’I-Phone è senza dubbio il più fantastico Pocket PC, di misura, che si sia mai visto sulla faccia della terra.
Dal momento che ora lo possiedo me ne posso rendere conto, ma ho prima dovuto passare per l’ennesimo Pocket PC che prometteva di essere migliore dell’IPhone a parità di prezzo per rendermene definitivamente conto: l’iPhone è rivoluzionario sotto tutti i punti di vista (meno la fotocamera). Vediamo perchè e vediamo come fare per sfruttarlo al massimo (altrimenti è davvero una semi-schifezza).
IPhone contro tutti
Beh, è veramente micidiale da usare. Insomma, anche per un appassionato di hacking e software libero, è una goduria. Si basa su Unix, essendo il suo sistema operativo OSX, e molte parti di OSX sono OpenSource, per non parlare delle implementazioni Open BSD installabili e Linux per IPhone che finalmente da i primi segni di vita, per cui… già questo lo porta sopra ogni altro palmare con windows mobile. Ma non solo.
Tempo fa risposi ad un post in un blog, uno di quelli che diceva che l’iPhone nn ha un sacco di cose, eccetera. Beh, purtroppo ho perso la risposta, nn trovo il blog in questione, quindi nn vi spiegherò ora perchè l’iPhone sia il miglior telefono sulla piazza, ma sappiate che lo è e ve lo dice uno con esperienza lunghissima di Pocket PC d’ogni genere, uno che ha comprato e poi venduto dopo meno di un mese di utilizzo il noto Samsunge i900 Omnia perchè nn era altro che l’ennesimo inutilizzabile o quasi Pocket PC Windows based… insomma, sono uno che può dirvelo, nn uno sfegatato Apple qualsiasi che compra l’iPhone per moda. Essendo un appassionato e sviluppatore Linux, inoltre, avrei preferito molto poter comprare un cellulare Android based o OpenMoko based… ma anche questo è impossibile se faccio i paragoni con il telefono delle meraviglie di casa Cupertino. Ed ora mettiamoci a lavoro.
Primo passo: Jailbreak
Ovvero evasione, fuga dalla prigione della Apple. Si ragazzi, un iPhone è veramente inutile se non lo sblocchiamo. Quindi, avendo comprato uno di questi gioiellini, prima cosa da fare è lo sblocco totale. E la garanzia? Niente paura, se vogliamo mandarlo in garanzia basta ripristinarlo e riportarlo dunque allo stato di telefono castrato.
Cosa ci permette di avere un Jailbreak? Fondamentalmente, tutto. E non scherzo. Da programmi GPS migliori alla possibilità di inviare e ricevere VERI MMS, fare Video e presto anche usare normalmente il Bluetooth, nonchè usare il telefono come fosse un normalissimo Hard Disk con contenuti esplorabili dal computer… potremo cambiare i temi (dunque l’aspetto) dell’interfaccia utente, installare tutte le applicazioni che vogliamo immediatamente e gratis nonchè installare centinaia di applicazioni di terze parti non disponibili nell’app store.
Quindi, sotto con lo sblocco. Vedrete che nn è poi tutta questa tragedia, su.
Le regole d’oro del Jailbreack sono:
Ricordarsi che versione del sistema operativo (firmware) dell’iPhone abbiamo. Ce lo dice iTunes nella sua schermata riassuntiva. L’ultimo attualmente disponibile è il 2.2
Mai aggiornare il FIrmware quando iTunes ci dice che ce n’è uno nuovo se prima nn abbiamo indagato in Internet e scoperto che il jailbreack per il nuovo firmware è disponibile e funziona bene
Di conseguenza, dopo l’uscita di un nuovo firmware che noi nn abbiamo ancora caricato, nn aggiornare nemmeno iTunes fino a che nn aggiorniamo il firmware (se abbiamo l’ultimo firmware possiamo aggiornare iTunes in tranquillità)
Eseguire sempre il backup delle applicazioni installate con Cydia (vedi dopo cosa sia) prima di passare ad una nuova versione del firmware (vediamo più avanti come fare il backup)
Detto questo, sotto con le istruzioni, sono semplicissime.
Primo passo, scarichiamo QuickPWN per MAC o Windows. C’è una differente versione per ogni firmware, usate quella giusta.
Colleghiamo il telefono via USB al computer e chiudiamo iTunes.
Avviamo QuickPWN e seguiamo le istruzioni. Il solo passaggio difficile è quello in cui ci verrà detto di eseguire delle istruzioni tipo premere il pulsante di spegnimento per x secondi, eccetera. Difficile solo perchè ci prende alla sprovvista. Ma non preoccupatevi, anche sbagliando il procedimento, QuickPWN ci avvertirà che l’iPhone nn è entrato nella giusta modalità e ci chiederà semplciemente di rifarlo, fino a che nn avremo successo. Una persona normale, direi che dopo il primo fallimento ce la fa ad occhi semi-chiusi
Il telefono si riavvierà e voi non vi dovrete preoccupare, è tutto previsto. Quando QuickPWN ve lo chiede, io suggerisco di installare solo cydia perchè Installer è davvero inutile oramai, anche perchè Cydia è super aggiornato e, ciò che conta di più, OPENSOURCE e basato su pacchetti deb, il che ci permette anche di usare il fantastico apt-backup (che vedremo più avanti).
Secondo Passo: Installazione di software essenziali da Cydia
Ora che avete il telefono sbloccato potete farci davvero di tutto, finalmente avete quasi tra le mani un telefono dalle potenzialità quasi illimitate (non fa il caffè e non cuoce il pollo al forno…. per ora…), ma prima dobbiamo installarci dentro un po’ di roba interessante. Quindi, aprite Cydia, aspettate che legga i suoi sources (lo so che nn sapete di cosa io stia parlando ma cercate cydia in google e fatevi una lettura se volete sapere come funziona) e quando avrà finito cliccate sul pulsante Search (tra le icone in basso), cercate la parola “source” e installate tutti i source di terze parti disponibili. A questo punto cliccate sul pulsante Manage e poi su sources. Poi modify, add ed inserite la seguente source:
http://cydia.hackulo.us/
http://cydia.xwaves.net/
Ora siete pronti per cliccare di nuovo su Search ed installare uno ad uno i seguenti programmi:
Installous (permette di installare tante altre applicazioni utili… ehm… apritelo e capirete. Ovviamente tutte gratis, senza oagare nulla insomma);
Swirly MMS, a pagamento, con Demo. Consigliatissima, unico modo attualmente esistente per mandare e ricevevere veri MMS con l’iPhone, se usate altri software nn mandate che email contenenti il link al file allegato.. non veri MMS;
Bite SMS, se vi va, è un software carinissimo che permette di scrivere sms in landscape mode (cioè ruotando di 90 gradi il telefono). Un po’ lento ad aprirsi rispetto all’applicazione SMS default ma molto molto utile;
Cycoder, un registratore di video;
Finder, un file manager come Finder del Mac;
Categories, vi permette di organizzare le vostre applicazioni in categorie così che nn affollino lo schermo del telefono. Leggete le istruzioni mi raccomando;
Winterboard e relativi temi, unico modo per cambiare completamente l’aspetto del vostro iPhone quando ne avete voglia;
Wbapp, un utile applicazione che vi permetterà di vedere le anteprime dei temi winterboard installati e di applicarli;
xGPS, bellissimo, praticamente un navigatore offline simile a Maps di iPhone che però vi permette di scaricare le mappe sul telefono e di usarle offline;
Poof, permette di nascondere dalla schermata dell’iPhone le applicazioni che non vi interessano;
Appbackup, esegue il backup delle applicazioni installate in caso ripristiniate il telefono;
Aptbackup, esegue il backup dell’elenco di applicazioni installate in cydia, così che voi possiate far si che cydia le reinstalli da solo in caso di aggiornamento a nuovo Firmware o di ripristino del telefono;
Openssh, permette di accedere wireless al proprio iPhone da un computer qualunque;
Clear SMS, cancella tutti gli SMS in una volta;
BossPrefs, permette di configurare alcuni utili funzioni nascoste o inaccessibili del vostro telefono
BossTool, di norma le applicazioni vengono installate in una partizione limitata della memoria del telefono, quindi lo spazio finisce presto ed il telefono rallenta. Invece con questo tool potete far si che tutto si installi sulla partizione grande, così da lasciare sempre libera per l’uso di memoria virtuale la partizione del sistema operativo. Se nn avete capito un tubo, fatelo comunque, vi conviene.
Vari emulatori di console, se ne siete appassionati come me. Parlo di cose tipo genesis4iphone, psx4iphone, gb4iphone e mame4iphone.
Terzo Passo: accedere in ssh al proprio iPhone
Non è niente di esotico: si tratta di poter accedere alle cartelle del proprio iPhone da un computer come fareste con un hard disk esterno. Infatti, di default nn è possibile esplorare il contenuto del proprio telefono, passargli files o altro senza passare da iTunes, così facendo, invece, potremo disporre completamente dei contenuti del telefono, ma attenzione: non fate sciocchezze, non cancellate files, quello che esplorate è il contenuto di un sistema operativo, potreste danneggiarlo. Se siete utenti Linux, direi che sapete già dove mettere o non mettere mani, altrimenti…. andateci pianissimo, non piano.
Se Siete Utenti Windows, Scaricate WinSCP; mentre se siete Utenti MAC scaricate Cyberduck
Occorre che abbiate l’iPhone con lo schermo attivo quando usate questi 2 programmi, in modo che riescano a comunicare con lo stesso. La prima cosa da fare è andare su Impostazioni > WIFI > e cliccare sulla freccina blu accanto al nome della vostra connessione wifi. Vedrete il campo INDIRIZZO IP , con una serie di numeri. Segnateveli;
Aprite WinSCP o CyberDuck e create una nuova connessione di tipo SFTP. I dati da inserire sono:
- Indirizzo server: IL VOSTRO INDIRIZZO IP CHE è RIPORTATO DAL VOSTRO IPOD/IPHONE
- Username: root
- Password: alpine (a meno che non l’abbiate cambiata)
Accettate tutti i vari avvisi su schermo che vi vengono presentati, e sarete cosi entrati all’interno del vostro terminale, e potrete muovervi tra le cartelle e istallare manualmente applicazioni, temi winterboard e altro.
Estratto e modificato dal sito http://www.spaziocellulare.com/forum/showthread.php?t=11413
Quarto passo: configuriamo l’iPhone per le applicazioni .ipa
Alcune applicazioni per iPhone sono reperibili in internet in formato .ipa, ad esempio, tante applicazioni gratuite esistenti anche nell’app-store, ma mettiamo che voi non abbiate una connessione internet? Ebbene, potete sempre scaricare tali applicazioni da un altro computer, copiarle nel vostro, lanciarle ed iTunes le installerà nel telefono… ma solo se avrete seguito questa guida, altrimenti iTunes pretenderà di connettersi all’iTunes store… ma come dicevamo, voi non avete una connessione internet per cui…
Ecco, questa è la ragione per seguire questa guida, oltre al fatto che solo così le varie applicazioni installate con Installous potranno sincronizzarsi con iTunes. Le applicazioni di Cydia, invece, mi dispiace ma nn si sincronizzeranno mai (per quello avete bisogno di apt-backup). Per predisporre il vostro iphone occorre:
Accedere nell’iPhone a: Cydia > Manage > Sources > Edit > Add ;
Inserire il reposity di Xselizze: http://xsellize.com/cydia/ ;
Cliccare su Search;
Cercare il file ipaprep. Ne trovate uno per la versione 2.0, 2.1 e 2.2 del firmware, scegliete quella che possedete voi e fate attenzione che sia proprio quella giusta o sono dolori;
Riavviate l’iPhone;
Istallate le applicazioni .ipa che avete trovato in internet cliccandoci su due volte. Itunes le leggerà ed alla prima sincronizzazione le installerà nell’iPhone e naturalmente prenderà e sincronizzerà anche le applicazioni che voi avrete installato con Installous.
Quinto passo: come eseguire il backup completo del telefono per poi ripristinarlo
Con l’uscita del nuovo firmware 2.2 per iPhone 3G, il devteam non si è fatto attendere e ha rilasciato le nuove versioni di QuickPwn e PwnageTool per il jailbreak di questo piccolo gioiello. In rete fioccano le guide per effettuare il jailbreak nel modo più veloce e semplice possibile. In realtà si tratta di un operazione veramente banale e alla portata di chiunque; quello che però nessuna guida spiega è come fare a non perdere tutte le applicazioni installate con Cydia e altre impostazioni!
Il passaggio dal 2.1 pwned al 2.2 è critico per molti soprattutto per la grande quantità di software che abbiamo scaricato sul nostro telefono.
Questa guida vi seguirà passo per passo per poter salvare e poi ripristinare tutte le impostazioni di programmi provenienti dall’AppStore e da Cydia e contestualmente effettuare il jailbreak per passaggio al nuovo firmware 2.2. Lo stesso ovviamente potrete rifarlo in caso di passaggio a successivi firmware. La fase di backup verrà effettuata manualmente e andremo a verificare la presenza dei nostri files. Il motivo di una procedura di backup manuale è dovuto al fatto che l’applicazione AptBackup nel 90% dei casi, non funziona e rischiamo di perdere tutto.
1 - Installazione di AppBackup e AptBackup da Cydia
Per prima cosa, scaricate da Cydia sul vostro iPhone 2.1 le applicazioni AppBackup eAptBackup (notare la differenza nel nome..) se non l’avete ancora fatto nel secondo passo. Installate anche OpenSSH se già non ce l’avete e collegatevi via ssh all’iPhone.
2 - Uso di AppBackup e procedura di backup manuale con AptBackup
Passo Facoltativo : Avviate AppBackup e scegliete di fare il backup completo premendo su “All“. In questo modo avrete non solo il backup delle vostre applicazioni, ma anche di tutte le impostazioni e record dei giochi. Questo passo è facoltativo perché in realtà useremo iTunes per il backup di AppStore (ripristinandolo in seguito) ma la paranoia non è mai troppa quando dobbiamo conservare i nostri dati.
Ora usiamo AptBackup da terminale collegandoci via ssh all’iPhone come utente root. Spostiamoci nella directory /Applications/AptBackup.app/ e avviamo il programma scrivendo ./backup
Il comando crea i file di backup nella directory /private/var/mobile/Library/Preferences/chiamandoli aptbackup_cydiasources.tgz aptbackup_dpkg-packages.txt eaptbackup_openssh.tgz
!ATTENZIONE! Se volete salvare anche le impostazioni dei programmi Cydia, copiate i file.plist dalle directory dei programmi in /private/var/mobile/Library/ e in /Applications/dentro la cartella specifica di ogni applicazioni di cui volete conservare le impostazioni.
3 - Conservare i file in caso di problemi (Facoltativo, ma consigliato)
Per non perderli a causa di errori, copiate tutti i file che seguono nel computer:
dalla directory /private/var/mobile/Library/Preferences/ :
aptbackup_cydiasources.tgz
aptbackup_dpkg-packages.txt
aptbackup_openssh.tgz
dalla directory /private/var/mobile/Library/AppBackup/ (se avete usato AppBackup)
backuptimes.plist
la directory tarballs/
Ricordate che è possibile salvare anche i file delle impostazioni dei programmi Cydia (vedi fine punto 2).
4 - Sync, Backup e Aggiornamento Firmware 2.2 con iTunes
Aprite iTunes, sincronizzate l’iPhone e fate un backup cliccando con il tasto destro sul nome dato all’iPhone e cliccando su “Back Up”.
Tenendo premuto il tasto “alt” sulla tastiera premete su “Ripristina” (Restore) e scegliete il firmware dell’iPhone 2.2 (file iPhone1,2_2.2_5G77_Restore.ipsw). Se tutto è andato a buon fine dovreste avere l’iPhone aggiornato alla versione 2.2.
5 - QuickPwn 2.2 e Jailbreak dell’iPhone
Chiudete iTunes, scaricate e avviate QuickPwn 2.2 e, lasciando sempre collegato il telefono con il cavo usb, scegliete il vostro modello di iPhone (dovrebbe essere riconosciuto in automatico). Aspettate che il programma trovi il firmware sul vostro hard disk (fileiPhone1,2_2.2_5G77_Restore.ipsw) oppure cliccate per trovarlo manualmente. Scegliete di non modificare il logo e a questo punto QuickPwn preparare il firmware per voi e alla fine vi chiederà di inserire la password (se siete su Mac). Seguite le istruzioni a video per mettere il telefono in modalità DFU e aspettate il ripristino del firmware.
6 - Ripristino di tutti i programmi Cydia e AppStore
Complimenti! Avete l’iPhone 3G 2.2 con il JailBreak e le applicazioni Cydia e Installer
Avviate iTunes che riconoscerà il telefono e chiederà come procedere; scegliete di ripristinare l’ultimo backup che avete fatto e aspettate il completamento dell’operazione. Se tutto è andato bene, avrete tutti i programmi scaricati dall’AppStore e le impostazioni già salvate.
Ora aprite Cydia, aggiornate tutti i pacchetti richiesti e installate il programma “BossTool” e usatelo per spostare i programmi nella stessa partizione. Successivamente installateAptBackup e collegatevi via ssh per ripristinare il backup dei programmi Cydia in questo modo:
entrate nella directory /Applications/AptBackup.app/ e avviate il programma scrivendo./restore
Attendete che verranno aggiornate le sources e verranno scaricati tutti i programmi che avevate con il firmware 2.1. Aprite di nuovo Cydia, scaricate “BossPref” (se non ce l’avete) e usatelo per disabilitare il killswitch di Apple e per fixare i permessi di tutte le cartelle.
7 - In caso di problemi (possibile solo se avete seguito il punto facoltativo 2)
Se per qualche motivo non riuscite a ripristinare le applicazioni di AppStore da iTunes, potete provare due cose:
sincronizzare i programmi con iTunes senza ripristinare il backup
scaricate da Cydia l’applicazione AppBackup e copiate nella directory/private/var/mobile/Library/AppBackup/ i file backuptimes.plist e la directorytarballs/ e usate AppBackup per il ripristino delle impostazioni dopo aver scaricato i programmi che vi servono manualmente (da AppStore).
Se invece non riuscite a ripristinare i programmi Cydia con AptBackup, copiate i fileaptbackup_cydiasources.tgz, aptbackup_dpkg-packages.txt e aptbackup_openssh.tgze seguite la procedura di ripristino manuale descritta più sopra al punto 6.
Tratto e modificato dal sito: http://www.giardiniblog.it/2008/11/25/iphone-da-21-a-22-backup/
Sesto passo: installare qualche applicazione .ipa imperdibile!
Beh, prima di tutto, le applicazioni ipa sono quelle dell’appstore o di Installous. Detto questo, il passo è opzionale ma cercate le apps che vi nomino, dateci un’occhiata, vale la pena
AirSharing, vi fa usare l’iphone come HD esterno, velocemente, senza programmi ssh (ma dandovi accesso solo ad un paio di directory non nocive per il telefono);
Facebook;
SpeackEasy o simili, software per registrazioni vocali;
MagicPad, un notepad molto avanzato;
HiCalc, una spettacolare e multipremiata calcolatrice scientifica;
Nimbuzz, magnifico software di messagistica multiprotocollo che nn solo vi farà usare in contemporanea facebook, msn, google messenger, eccetera ma… vi permetterà anche di usare Skype persino per chiamare gratis ogni volta che avrete a disposizione una connessione ;
WiFinder, cerca e mostra tutte le reti disponibili in zona, anche quelle nn rilevate di norma dall’iPhone, spiegandovi quali sono libere e quali no… e vi permette anche di connettersi in automatico a queste reti! Così userete la connessione 3G il meno possibile ;
Google Earth… devo spiegare?;
TouchPad Elite, trasforma il telefono in un touchpad multitouch per il vostro computer;
Mocha VNC, visualizza sul vostro telefono il desktop del vostro PC e vi permette di controllarlo completamente in remoto!;
Midomi, cerca qualunque canzone in modo particolare… basta cantargliela e lui la riconosce! Oppure potete fargli ascoltare la radio, la TV, scriverci un pezzo di testo, ecc… cariiiino eh?
Ocarina… provatela, mi ringrazierete
Panorama, vi fa scattare foto da unire in panorami;
BCamera, divertente fotocamera con aggiunta di cornici ed altre sciccherie divertenti;
Tanti di quei giochi 3D fantastici, a partire da Asphalt, Platipus o Enigmo che nemmeno ve li saprei elencare
Settimo Passo: se volete chiamare via Skype anche con la connessione 3G
E suppongo che lo vogliate, perchè una limitazione di Nimbuz è che potete usare le chiamate skype solo se siete connessi via Wi-Fi, ma… con un fantastico aiuto di un software rintracciabile su Cydia, possiamo far credere alle applicazioni da noi scelte che il telefono sia connesso via Wi-Fi anche se non lo è
Questo ci è utilissimo anche perchè di norma, se non siamo connessi Wi-Fi, l’appstore non ci fa scaricare files più grossi di 10 mega (il che chiaramente nn succede con Cydia o Installous, tranquilli).
Cosa ci serve oltre a Nimbuzz:
Scaricate da Cydia: VoIPover3G e Mobile Substrate;
Usate il vostro esploratore ssh per aprire il file:“/Library/MobileSubstrate/DynamicLibraries/VoIPover3G.plist” situato nel vostro iPhone;
Aggiungete in fondo a questo file il nome dell’applicazione che volete venga “fregata”, ad esempio scrivete Nimbuzz ma potete aggiungere qualunque applicazione vi serva.
Altri utili programmi per chiamare via Skype con l’iPhone sono Fring e Truphone: si tratta inoltre di programmi automaticamente conosciuti e “fregati” da VoIPover3G
Note finali
Beh, che dire di più? Ora avete finalmente un iPhone come si deve. Insomma, potete installarci gratis letteramente quello che volete, farci video, mandarci MMS, un paradiso. Ultima chicca mancante: un vero GPS ed una connessione Bluetooth normale. Beh, ma non preoccupatevi. Alcuni simpaticoni stanno già creando il modulo bluetooth e lo vedremo nei nostri iPhone molto presto, e che dire di Tom Tom che sta già per rilasciare un navigator per iPhone! E per i maniaci come me, anche Linux, dicevo, da i primi segni di vita
Quindi, che altro possiamo cercare dal nostro fido telefono? Nn saprei ma solo il futuro ce lo saprà dire, fatto sta che fino ad ora mai alcun palmare ha mai avuto un simile fantastico parco software. L’iPhone è la più incredibile macchinetta portatile esistente al mondo e potete davvero farci di tutto. Ricordatevi le regole d’oro del Jailbreack e Buoooon appetitooooo!!!
Articolo Scritto da: Luca De Marini (TheDarkMaster)

sabato 25 aprile 2009

UNA GIORNATA SPECIALE
Sono piu’ di 15 anni che vivo in Russia e oggi che’e’ il 25 aprile, per fare festa non posso andare in Piazza. Allora ho deciso di caricarmi un po’, ascoltando musica. Per raccontarmi la mia Italia, ascoltero’ Bella Ciao in tutte le lingue possibili. In verita’, se penso a chi ha composto parole e musica, non mi viene in mente nessun nome e non l’ho neanche mai saputo, ma ho sempre identificato questa canzone con la Liberazione d’Italia ed i partigiani. Praticamente, e’ l’inno della mia Italia, quella che sarei disposto a difendere anche con i denti e che secondo me non potra’ mai sparire. Quell’Italia per la quale faccio il tifo, che ha scritto pagine indelebili di storia e rappresenta proprio tanto per il progresso civile dell'Europa intera. Tutto il mondo conosce Bella Ciao, ma a tutto il mondo ha detto anche qualcosa di diverso e oggi mi voglio cavare la curiosita’, almeno per un po' del mio tempo. A me poi Bella Ciao ha lasciato anche ricordi personali particolarmente toccanti. Una sera di dieci anni fa, che era cominciata come le altre in un ristorante tipico russo di San Pietroburgo, dopo averla sentita cantare magistralmente dal solito coro folk ucraino in russo, alcuni amici russi che mangiavano con me, vollero addirittura che la cantassi anch’io, solo perche’ ero italiano. Per tanti russi l'italiano e' la lingua del bel canto, la lingua piu' melodica in assoluto ed anche se sapevano che io non canto particolarmente bene, vollero che li accontentassi ugualmente. Forse per questo, dopo un po’ tutta la la sala comincio’ a cantarla in italiano con me, e quando smisi sopraffatto dallo stupore, loro continuarono a cantarla sempre piu’ forte e sempre in coro e io letteralmente mi commossi. E ricordo poi un’altra sera in Finlandia tre anni fa, in un centro benessere full-options, un emozionante ma molto divertente coro di un gruppo di finlandesi, impegnati nel Karaoke, che cantavano a turno ripetutamente prima in finlandese e a seguire in un italiano storpiatissimo. E poi questa mattina appena alzato ho trovato su Facebook un pensiero di Raffaella, che mi ha mandato il testo di Bella Ciao addirittura in svedese.
Per trovare i video e le clips fondamentali, mi sono precipitato su You Dem.tv, la nuova televisione on-line del Partito Democratico, ho cercato Bella Ciao, ma nessun risultato. Ho cercato “25 aprile” ed i risultati principali tutti sulla manifestazione del 25 ottobre. Peggio, ho notato che trovavo solo video parlati. Comizi, manifestazioni, monologhi, interviste, interventi. Nell’intera biblioteca, di video o clips musicali nemmeno l’ombra. E ben poco di natura storico-documentale. Tanti video interessanti, ma non per le mie necessita’ del momento: come cercare la Nutella in un negozio che vende scarpe. Sul 25 aprile, solo il solito 24 ore non stop che non avro' certamente tempo per guardarlo e che pero', immagino, sara' costato un pacco di Euro. Se lo guardo tra l’altro mi annoio per una giornata intera e se mi annoio non utilizzo bene il mio tempo. Dunque, una esigenza come la mia e’ attualmente fuori target per il progetto You Dem.tv e di norma quando arrivo a queste conclusioni, cavo il sito dai preferiti. Questa volta non lo faccio, ma non perche’ ritenga le esigenze troppo specifiche o bizzarre, ma solo perche’ rimango tifoso, il mio cuore non me lo permetterebbe mai e me lo terro' sempre tra i preferiti come il sito del Bologna, che non cavo neanche quando la squadra finisce in B. Ho toccato pero’ con mano cosa accade quando si affidano le cose alle persone sbagliate. Esattamente come e’ capitato ad un supermecato alimentare di una catena svedese qui vicino a casa mia, che hanno dovuto riconvertire in tutta fretta. Come specializzato, volevano vendere primizie italiane, francesi e tedesche, ma si capiva ad occhio che non erano proprio del ramo. Non ho idea di chi ha impostato You Dem.tv, ma posso dire che difetta sicuramente di competenza ed attitudine. E anche se ha una volonta’ di ferro ed una affidabilita’ politica superlativa, non e’ certo la persona giusta al posto giusto. E gia' immagino le giustificazioni che mi sbatterebbe in faccia qualcuno dei miei amici se aprissi bocca. Lo abbiamo cercato in mille direzioni, ma non abbiamo trovato nessun altro. Quello era il migliore sulla piazza!. Non ho tempo da perdere e quindi taglio corto tra me e me, con la solita annotazione consolatoria sul PD: “Cambiare mentalita’ e’ proprio difficile”! Corro nel mio solito ipermermecato della clip e su You Tube trovo subito quello che cercavo: anzi molto di piu’. Sono partito dalla raccolta delle versioni di Bella Ciao che ho sempre in mente come quella classica del Duo di Piadena, quella di Yves Montand, quella della Banda Bassotti, e quella di Santoro all’epoca dell’editto bulgaro. Poi ho raccolto le versioni che conoscevo ma avevo dimenticato, come quelle di Milva, Gaber, De Gregori e Giovanna Marini, quella dei Modena City Ramblers e quella dei mitici Nomadi. Ma la sorpresa piu’ appetitosa l'ho gustata quando ho trovato anche tante altre nuove versioni che non conoscevo, molte recenti ed una infinita’ di clips gia' pronte all'uso, molte ben fatte, sulla Liberazione e decine di altri temi con Bella Ciao come colonna sonora. Me ne sono selezionate un bel tot e ne ho poi scelto alcune con cui ho composto una playlist video musicale di tre ore e mezzo, che ho acceso per accompagnarmi durante la colazione e le altre cose che faccio di mattina. Adesso mi sento abbastanza su anche perche’ ho fatto festa a modo mio e fino quasi alle tre del pomeriggio. E pensare che non ho speso neanche un rublo.

giovedì 23 aprile 2009

Nonostante il pugno di ferro del Ministro Maroni, gli immigrati vogliono sempre di piu’ il Bel Paese e le sue liberta’. Ma chi sono i criminali?

C’e’ un dato geografico che non porra’ mai l’Italia al riparo da folate di disperati, ma c’e’ soprattutto dell’altro. C’e’ il lavoro nero e ce n’e’ sempre di piu’. In edilizia, in agricoltura, nei servizi, nell’assistenza alle persone, nel turismo. Mal pagato, supersfruttato, ma l’offerta dilaga ormai senza limiti. Quel lavoro, per chi ha vissuto con un dollaro al giorno a testa e’ la strada della speranza. Si’, perche’anche 30 Euro nel pugno, per un giorno di lavoro sono sempre tanti. Ti arrangi a vivere, ma in una stagione puoi risparmiare anche 1500 Euro da rimettere a casa oppure da investire nel ricongiungimento famigliare o in una trasferta strutturata. E in Italia si puo’. Lavori senza regole, ma anche senza vincoli ne’ documenti. Non lasci traccie, non assumi impegni. Oggi lavori e domani sei libero. Libero di fare e con il tuo tesoretto in tasca. In tanti hanno gia’ percorso questa strada e oggi sono affrancati, oppure sono in Germania, Svizzera Austria. Magari coabitano con la famiglia in un vecchio appartamento di periferia, ma hanno un lavoro vero, spesso in proprio e quasi sempre sono sostenuti dalla solidarieta’ della loro comunita’ etnica o nazionale. Sempre una vita di stenti, che per quelli che rischiano e perdono la vita nelle bibliche trasferte del deserto africano o aggrappati ad un semiasse di un Tir, oppure su una vecchia carretta nel Mar Meditterraneo, e’ la strada per diventare cittadini e soggetti del nostro mondo, che non e’ poi cosi’ perfetto, ma e’ decisamente migliore di quello da cui fuggono. Si’ perche’ fuggono da mondi di morte e disperazione dove la fuga e’ l’unica possibilita’ di riscatto. Si considerano fortunati a casa loro, perche’ sono arrivati a comprare non la strada della speranza ma una vera e propria Via Crucis, sulla quale muoiono ogni giorno decine e decine di esseri umani, che non disturberanno piu’ nessuno, ma che sono esistiti ed erano venuti al mondo come ognuno di noi. Ricordiamoci i patimenti degli immigrati italiani in America, in Svizzera, Germania, Belgio. I transatlantici della disperazione o i treni zeppi come formicai, le valigie legate con lo spago, i mandolini e le chitarre per alleviare le pene. E poi le baracche in legno ai margini delle citta’, gli elenchi dei lavoratori trasformati in elenchi di numeri, il divieto di ricongiungere le famiglie, le analisi sanitarie stampate sui passaporti, le impronte digitali prelevate alla frontiera. Intere vite vissute da regolari, oppure da clandestini, come quei bambini italiani, e non pochi, che hanno passato l’infanzia e l’adolescenza nascosti in casa. La memoria aiuta sempre e tutti a capire dove si vuole arrivare, anche se la nostra emigrazione, pur penosa, non e’ stata cosi’ drammatica come altri trasferimenti collettivi e sociali storici ed attuali. Ricordiamoci pero’ l’emarginazione e la discriminazione in cui vivevano i nostri connazionali ed anche i luoghi comuni che alimentavano molti giornali e televisioni di quei Paesi. “Gli italiani molestano le nostre donne, gli italiani girano con il coltello, gli italiani fanno le risse, gli italiani disturbano la quite pubblica, gli italiani rubano, gli italiani delinquono, gli italiani non spendono un centesimo, gli italiani sono contrabbandieri” ed altro ancora. Semplici pregiudizi? No, razzismo. Il razzismo non e’ solo crimine del passato storico. E’ un crimine moderno che genera scontro sociale, etnico, religioso e poi soprafazione o guerra. Eppure in America ed in Europa gli italiani sono arrivati ed ovunque sono diventati cittadini. Merito della razza? Assolutamente no. Merito delle comunita’ di quei Paesi che hanno fatto poi prevalere in fine il civismo e l’accoglienza ai sentimenti criminali dettati dalla pancia. In America ed in altri Paesi oggi esistono Musei alla memoria di quelle tristi pagine di storia e nessuno pensa di chiuderli. In Svizzera hanno fatto ben sei Referendum sul tema: “volete o no gli italiani?” La maggioranza ha risposto sempre si”. Ecco perche’ gli altri oggi non sono piu’ razzisti. E non hanno nemmeno mai organizzato ronde per badare gli italiani. Di piu’. Chiunque giri un poco il mondo, sa che all’estero, gli scambi di opinione con i locali finiscono quasi sempre attorno all’assioma italiani mafiosi.
Quasi ovunque in Europa vogliono bene agli italiani e quasi ovunque considerano i mafiosi dei criminali. Eppure ci vedono cosi’. Allegri, geniali, fantasiosi, socievoli, amanti della vita, del mangiar bene, maestri nell’arte del fai da te, ma anche un po’ o molto mafiosi. E’ un pregiudizio che rimane, ma e’ anche vero che noi siamo per quello che gli altri ci percepiscono. Ed oggi come ieri nei fatti Andrangheta Mafia e Camorra riescono a permeare l’economia in Italia, Europa e Sud America, con troppa facilita’ con attivita’ di riciclaggio finanziarie e sociali spesso palesemente evidenti, ma non sempre contrastabili. Ed il vecchio detto popolare la pianta malata va estirpata alla radice, fa opinione ovunque.


San Pietroburgo, 2 aprile 2009
PENSIERI IN LIBERTA'.
Per esempio, impiegando qualche ora del tuo tempo oggi, attraverso la rete potresti informarti, orientarti e decidere come fare avere un tuo vecchio compuUter ad un ragazzo in carne ed ossa a cui serve ed in pochi giorni. E puoi, chattando, potresti rimanere in contatto con il suo insegnante, scambiare immagini, diventare amico. E con il giusto Voip, potresti anche conversare gratis come fai con il telefono ed anche videochiamare, per guardarli negli occhi almeno per un attimo per discutere anche d’altro, per conoscere la loro esperienza, capire meglio come vivono ed impiegano il loro tempo, facendoti un’idea piu’ precisa di cosa fanno da quelle parti del mondo. Magari per orientarti su di una vacanza di relax ful-optional in un villaggio blindato in zona, cosi’ potresti farti venire a prendere un giorno da qualcuno di loro per accompagnarti in una immersione sicura nelle favelas. Questa come tantissime altre cose, non la fai perche’ pensi siano impossibili. Peggio; pensi che se anche si potessero fare, le dovrebbero fare i bambini delle scuole elementari elementari, che per capire quante sono le diversita’ umane nel mondo, fanno ancora con la maestra i collages su di planisfero stampato e gli incollano sopra le fotografie dei bambini con la pelle diversa ed il fumetto con scritto Buon appetito, Buon anno e Buona sera nelle diverse lingue. Sai benissimo quanto pesi per la tua formazione conoscere il mondo, ma pensi che il progresso ti ha gia’ messo in mano gli strumenti tutti gli strumenti necessari. Comprare una bella vacanza piu’ o meno organizzata, volare in poche ore dove vuoi, alloggiare in un albergo confortevole e full-service, provare la cucina locale, vedere cose nuove, magari strane o sbalorditive, soddisfare delle curiosita’ che ti rodono da anni, e non pensare ad altro. Poi, quando e’ finita, pensi quasi sempre che per saperne ancora di piu’ dovevi rimanere piu’ tempo. Ma quando torni a casa dal tuo viaggio, hai sempre cose nuove da raccontare, immagini da far vedere, suoni o musica da fare ascoltare o sapori freschi da far assaggiare. Poi tu che sei sempre stato attento alle novita’, non usi piu’ il priottore da diapositive, e non vedi piu’ neanche I tuoi filmini sul televisore, perche’ adesso che hai il personal puo guardarli con gli amici direttamente li’. Hai comprato una nuova videocamera. Se pensi a quanto denaro ti e’ costata ti rabbui, ma e’ leggerissima sta dappertutto ed ha un’ottica straordinaria. Ogni tanto qualche voglia te la potrai pure cavare. Negli incontri e nelle telefonate con gli amici, i parenti o i colleghi di lavoro, per un po’ di tempo devi condividere al massimo le tue esperienze e devi raccontare tutto quello che ti ha colpito. In genere, hai attenzione nel raccontarle a quelli che sai conoscono quei luoghi, perche’ capisci che susciterai interesse e non noia solo se raggiungi un certo grado di approfondimento e non fai figuracce. E quando anche la nonna vuole sapere qualcosa, avverti invece subito quanta fatica fara’ lei a capire, dato che non e’ mai salita su di un aereo. Invece la rete ti da anche oggi il potere di mandare il tuo inutile computer senza spendere ne’ denaro ne’ fatica e pretende solo ritagli marginali del tuo preziozo tempo. A pensarci bene, sembra quasi uno slogan pubblicitario, di quelli con l’inganno nascosto ed invece sono cose possibili, anche per chi non ha denaro o conoscenze specifiche nel settore onlus. Quando sei cittadino nella rete, come tutti gli altri cittadini che sono padroni della ricerca on-line, hai la possibilita’, meglio il potere, di trovare in qualsiasi angolo del mondo il contatto giusto da attivare per riscontrare le cose minime di cui hai bisogno. Perche’ a pensarci bene non e’ vero che tu non hai bisogno di niente. In cambio del tuo vecchio computer hai bisogno di certezza, perche’ e’ quella che ti evita preoccupazioni. Allora devi avere la certezza che verra’ impiegato da un ragazzo, bisognoso di uno strumento che gli permetta di apprendere conoscenza e non lo puo’ comprare. Poi, per poterti fidare, devi avere anche la certezza, che il computer arrivi funzionante ed in fretta e senza generarti problemi di sorta. Allora devi cercare una scuola in un paese povero del terzo mondo, o addirittura un insegnante, sia esso di una missione o di una onlus. In pochi minuti capisci subito che se non circoscrivi geograficamente la ricerca ad una citta’ specifica, o ad un entita’ geografica ancora piu’ ridotta, stai ancora cercando un ago in un pagliaio. Ma dopo qualche ora al massimo, vedrai che di contatti possibili ne hai trovati piu’ di uno e hai solo la possibilita’ di scegliere. Istintivamente, cerchi i numeri di telefono e tralasci tutti gli altri, perche’ tu non hai tempo da perdere e devi fare presto, Ma sbagli, perche’ con Windows Live anche una email e’ un contatto, come anche un indirizzo con codice postale, come pure sono contatti tutti i tuoi amici dei network che hai frequentato. E Windows Live, se sai raccoglierli bene, superando tutti gli inutili ostacoli che ti pone, te li riordina come vuoi tu e te li mantiene pure ben conservati in rete sotto il tuo profilo, sempre pronti per tutte le tue molteplici esigenze. Di piu’. Alla tua Windows live puoi accedere da qualsiasi terminale in rete e quindi anche da un un altro computer o da un telefonino, purche’ sia in rete Sta a te scegliere la strada, ed arrivare al contatto giusto di cui fidarsi, attraverso una telefonata Voip, la chat, la mail. E dopo qualche contatto, se insisti vedrai che attraverso la rete trovi anche qualcuno che sa come venire a ritirare un vecchio compiuter a casa tua. E sarai sorpreso magari quando ti senti contattare per il problema da uno straniero che parla male l’italiano e ancora di piu’ quando si presenta un indiano, oppure un clandestino di colore. E gli darai anche cinque Euro di mancia, perche’ avevi gia’ messo nel conto che su quella scassatissima auto del suo amico con cui sono arrivati, glielo avresti dovuto caricare tu. Al fatto poi che quando sciete scesi in cantina, lui ti abbia chiesto di poter prendere anche la vecchi play station di tuo figlio, che tanto era li’ perche’ non funzionava piu’ ed aveva anche il vetro spaccato, non dai proprio nessuna importanza. Ma poi ti fermi di sicuro un attimo a riflettere sull’accaduto, perche’ la sorpresa e’ stata veramente tanta. Capisci bene che la rete e’ potere reale e non realta’ virturale, e che i limiti non erano della rete, ma tutti tuoi, perche’ tu non conoscevi metodi e strumenti giusti e l’esistenza di applicazioni e tutti tuoi sono i ritardi di preparazione informatica che ti impediscono di usare quel potere. Avverti poi che quei due ragazzi in quella scassatissima auto sono poveri perche’ non hanno denaro, ma hanno dalla loro la perfetta conoscenza delle possibilita’ che la rete offre a loro come a te, per risolvere problemi di vita. Loro in piu pero’ capiscono come fare funzionare le applicazioni informatiche. Fanno per un po’ come tuo figlio, che come tutti i bambini, quando ha una play station nuova in mano, dopo tre secondi la fa frullare come una trottola. Invece loro, come quei due negri, hanno una mentalita’ diversa dalla tua. Non dipende tanto dalla nazionalita’ diversa, ma sopratutto dal fatto che sono di un’altra generazione e affrontano i loro problemi in altro modo e con altri strumenti mentali. Per loro per esempio la mobilita’ delle persone e delle merci, corrisponde ad un ciclo mentale diverso dal nostro esattamente come il mio e’ differente da quello di mia nonna, che vide il mare a venticinque anni per la prima volta, anche se abitava a 20 km. dalla spiaggia. Sanno partecipare a una dieci cinquanta catene di solidarieta’ con il sorriso ed entusiasmo ed hanno senso di responsabilita’ nel fare. Considerano l’emigrare da un paese povero ad un paese ricco di per se’ una conquista e dopo pochi giorni hanno gia’ lasciato dietro le spalle le preoccupazioni ed i sacrifici sopportati per raccogliere il denaro necessario per il trasferimento. Il ricordo vivo, lo conservano forte magari per l’amico morto durante la traversata o sciacciato dale ruote del tir, ma loro sono arrivati e debbono solo andare avanti. Come e’ diverso il mondo! Ed avverti soprattutto quanto lo cambiera’ la rete e se non ti dai da fare di piu’, rimani indietro proprio tu. Poi non ci pensi piu’. Ma se hai Skype e dopo tre settimane ti cerca Padre Fernando, capisci al volo che il tuo computer e’ arrivato veramente e quando accetti il contatto e te lo vedi sul computer, sorridente e circondato da ragazzini felicissimi che ti vogliono tutti ringraziare personalmente, sono sicuro che la sorpresa e’ talmente tanta che ti commuovi e vorresti sapere come hanno fatto e tante di quelle cose tutte in un attimo, che non riesci a chiederne neanche una. La rete ti da possibilita’ infinite di fare, come il denaro. Anzi ti da tanto piu’ potere del denaro.

Con tutto il tempo che ha, se potesse capire il potere della rete mia mamma che ha un cuore d’oro, chissa’ quante soddisfazioni si caverebbe! Da giovane faceva la maestro elementare, ma ormai per lei e’ tardi. Tra poco avra’ novantanni e di tanto in tanto gira ancora in bicicletta, ma tiene ancora in casa ben spolverato il mio primo compier, perche’ secondo lei e’ di quelli di una volta, funziona benissimo ed un giorno potra’ sempre servire.
PENSIERI MIEI.
Spesso non capisci a sufficenza che la rete ti da il potere gia’ oggi di fare molto di piu’. Se acquisisci la mentalita’ della rete, potresti addirittura lavorare anche senza ufficio e vendere i tuoi servizi da casa con tante meno spese e meno preoccupazioni e se lavori e ti organizzi bene, ti rimane il tempo anche per fare con i tuoi figli anche qualche salutare e rilassante passeggiata. E se poi la testa a te non la cambia neanche il PD, stai tranquillo che te la cambiera’ la rete ed anche in poco tempo. Non puoi pensare che il denaro lavori, perche’ non ha mai lavorato in vita sua neanche un minuto e mai lavorera’. E’ fino a che esistera’, rimarra’ solo una entita’ di valore circolante convenzionale e non materiale. Il denaro per la gente comune anche nella societa’ moderna serve per alimentarsi e poi, quando ne rimane, per risparmiare, perche’ ci sono sempre i momenti piu’ difficili a casa di tutti.
Invece il lavoro e’ quello che produce sviluppo ed il lavoro e’ quello che fa anche la tua segretaria. Il lavoro e’ di tutti e per questo merita rispetto. E non e’ affatto vero che chi lavora guadagna. E’ un dire che non vale per tutti. Per i piu’ il guadagno non c’entra nulla con il lavoro. Ed oggi non sarebbe piu’ vero neanche per Carlo Marx che il lavoro e’ merce che chi non ha null’altro e’ costretto a vendere per un corrispettivo iniquo che e’ il salario o anche lo stipendio.
Non e’ vero che rimane li’ fermo ed imutilizzato, perche’ troppo spesso e’ tanto poco che non permette nemmeno di tentare un modesto investimento patrimoniale. E non capisco affatto perche’ all’insegna della modernita’ ti devono sempre spiegare che i tempi sono cambiati e con i tuoi pochi risparmi se vuoi fare i tuoi interessi devi ragionare in altro modo, che i soldi fermi si svalutano e se vuoi guadagnare qualcosa devi rischiare. Le banche sapevano benissimo che dopo l’istituzione dell’euro i tassi si sarebbero rialzati e che quindi proporre ammalianti interessi variabili era una vera e propria truffa ai danni ed ignari contribuenti, eppure quando il governo si e’ mosso non solo non ha punito nessuno, ma ha spacciato come riparatore esattamente quello che a quel punto era il nuovo interesse delle banche e cioe’ risindacare i mutui, a tasso fisso ma per un period di interesse piu’ lungo nel tempo.
Ma quante cose fa questo denaro! Siamo convinti che possa fare tutto e quando non ne abbiamo a sufficienza siamo presi dall’insicurezza, dall’angoscia o peggio dalla disperazione. Quando un uomo capisce che puo’ soddisfare un bisogno senza usare denaro non lo usa e preferisce naturalmente tenerlo da parte. Quando non ha denaro e’ vero che l’uomo rimane con un problema, ma e’ suo individuale e riguarda la collettivita’ solo quando sono in molti a non avere denaro sufficiente. Invece, quando ne ha troppo e non sa come impiegarlo e’ la natura stessa del denaro che lo porta a combinare idiozie insensate, ed e’ il potere, dell’uomo, a consentirgli di metterle in atto. In potere del denaro, il denaro che che lavora. Tutte cose nono vere.
Il denaro si esprime attraverso dei simbolici pezzi di carta senza alcun valore intrinseco. Invece il lavoro significa fatica, muscolare o cerebrale, ma sempre fatica. Anche quello delle bestie e’ lavoro, perche’ e’ fatica. Tu pensi magari che oggi che non sia piu’ cosi’, ma non e’ vero perche’ in tante parti del mondo anche in zone arretrate, lavorano ancora le bestie che da noi non lavorano piu’ da almeno cinquanta anni. Gia’ l’uomo primitivo aveva l’intelligenza di capire che certi lavori piu’ faticosi o sporchi o rischiosi se li favano le bestie era meglio per lui e tutti gli altri perche’ produceva di piu’ ed aveva tempo per pensare. E dopo aver provveduto mangiare quello che aveva prodotto, penso’ di scambiare quello che aveva prodotto in piu’ con quello che gli mancava per i bisogni ti permette.della sua comunita’. Nella sua tribu’ c’era solo un capo ed una gerarchia molto simile a quella del branco dei lupi, accettata da tutti perche’ naturale impostata sulla caccia e sulla difesa., cinque relazioni una relazione f , consideri uno apisci . Anche se ti senti un democratico ed un progressista convinto perche’ tuo nonno teneva la fotografia di Togliatti addirittura sul comodino e tu sei uno di quelli che non cambiera’ mai idea e voterai sempre di li’, aveva sicuro democratico, perche tuo nonnobbiamo in testa questa logica ed anche se siamo di sinistra, e cioe’ piu’ aperti mentalmente degli altri, da questi sillogismi non si scappa. Anzi pensiamo che chi la pensa diversamente sia proprio fuori dal mondo.
Tante cose che prima dovevi fare materialmente con il tuo computer o con inutili elenchi scritti a mano con penne, pennarelli, su fogli di carta o post fluorescenti, in poco tempo saranno inutili e saranno gestiti da Windows Live, in modo automatico. Avverti bene che per comunicare tra un po’ farai a meno del fax, del telefono fisso ed anche della stampante. Tutti questi ingombranti oggetti, ancora oggi strumenti vitali per il nostro lavoro finiranno in soffitta, a fare compagnia ai vecchi computer con memorie ormai ridicole e schermi in bianco e nero, videoregistratori, televisori portatili, giradischi con amplificatori stereo, monumentali televisori a colori, radio mangianastri estraibili, radioline transistor, la vecchia radio della nonna e diverse scatole di cartone sigillate con nastro adesivo per tenerle ben chiuse e protette, piene di riviste, videocassette, nastri musicali e long plaing. Quando arriveremo in cantina e vedremo il nostro vecchio monumentale televisore a colori, ci confortemeremo subito con il fatto che in fondo questa volta abbiamo fatto poca fatica rispetto a quando abbiamo comprato il nuovo schermo ultrapiatto, ma tutti quei ricordi della nostra vita ci portano subito alla mente come immagini scene di quei tempi lontani. Sempre rapidamente riflettiamo e rimaniamo sorpresi perche’ poi sono passati solo cinque o dieci anni da quando usavamo tanti di quegli oggetti. Ed allora ci confortiamo al pensiero che il mondo sta correndo ed avertiamo quanto il progresso stia modificando le nostre abitudini di vita e l’intera societa’. Poi magari quando vedi in un angolo o la sotto, quanta polvere c’e’ sul tuo vecchio stereo o il tuo vecchio compiuter magari con il tuo post di plastica autoadesiva preferito della tua infanzia, ti commuovi un attino. Dai la colpa al tempo, ed allora trovi uno spizzico di tempo per provare ad infilare la spina nella presa elettrica e quando vedi che e’ sempre lui e funziona ancora da Dio, provi una soddisfazione infinita. Poi chiudi la porta a chiave e scappi via, perche’ non ha tempo per riflettere sugli strumenti del tuo passato. Devi fare tante altre cose importanti, sopratutto per te. Eppure una breve riflessione, ti potrebbe per esempio a pensare quanto puo’ essere utile per un ragazzo africano il tuo vecchio computer che funziona ancora e adesso, e non tra quindici anni, potrebbe aiutarlo a crescere meglio.
PENSIERI DIFFUSI.
Proprio bravi questi di Windows. Con Windows Live ti offrono un pacchetto completo di gestione on-line di tutte le funzioni ormai indispensabili per le tue comunicazioni di oggi. Dopo un po’ che ci lavori, capisci che stai ribaltando addirittura il senso logico di molti tuoi schemi mentali e propri della mentalita’ dei piu’. Al centro ci sono il tuo profilo e quello della persone con cui ti interessa comuncare ed i tuoi calendari e puoi collegarti con i tuoi net work preferiti, tutto in rete. Noti con mano, che per il tuo lavoro, diventano sempre piu’ importanti anche i calendari, come formi i gruppi, come lavori con le immagini e con i tuoi file, siano essi testi, immagini, video o file musicali, perche’ poi ci pensa Windows Live a conservate tutto e cioe’ la rete. Da quando hai imparato a lavorare con il portatile spendi denaro per lo stipendio di una sola segretaria e quando avrai imparato bene a lavorare in rete, forse farai anche a meno di quell’altra. Anzi, puoi pensare di riorganizzare anche l’ufficio, sia se lo vuoi fare per caso, sia se lo devi cambiare perche’ il padrone ti ha raddoppiato l’affitto con il nuovo contratto. E spesso non puoi andare dove vuoi e dove decidi, vai dove puoi, ma oggi gli altri devono capire che non e’ cosi’. Metti tra i pro che sei piu’ vicino o lontano dal centro, che c’e piu’ luce c’e’ il parcheggio e forse tra i contro che ti servira’ piu’ denaro perche’ anche se spendi meno nelle percorrenze, il denaro che risparmi e’ tutto assorbito dal maggiore denaro per l’affito e poi ci sono in piu’ anche le spese condominiali che prima non avevi. Appena hai un po’ di tempo, adesso puoi anche relizzare anche altra cose, magari che avevi in testa da tempo, come per esempio riorganizzare l’archivio. Devi solo selezionare le pratiche che sai tu, perche’ assieme a quelle che devi tenere per legge e che conosce bene la tua segretaria quali sono le puoi tenere anche nel tuo ufficio o addirittura cacciarle in un pensile sopra la porta del bagno rivestito decorosamente. Tanto il bagno lo devi tenere per forza, anche se non ci va mai nessuno. Tutti i clienti si fermeranno al bar di sotto come facevano prima. Poi, compri uno scanner usa e getta e fai fare alla segretaria, quando tu non ci sei, gli scanner di tutti i fogli delle pratiche dell’archivio. Fai imparare alla segretaria come usare un sito Wiindows Live, che tanto se hai imparato tu imparera’ anche lei e cosi’ puo’ mettere tutto nei 25 giga di archivio on-line che hai a disposizione gratis. Cosi’ quando sei in aeroporto dove c’e’ il wi-fi, con il tuo personal puoi consultarti anche l’archivio ed in quel locale dove prima avevi pensato di mettere l’archivio, ci metti la segretaria. Come fa a non essere contenta? Lo spazio sara’ piccolo pero’ e’ tutto suo. Ma in compenso rimane piu’ spazio per il pubblico ed un bell’ufficio grande per il capo. Hai pensato proprio a tutto e a tutto come sempre. Per questo sei un numero uno. E non solo per te. Sei convinto che lo sei anche per gli altri, perche’ se guardano come ti vedi allo specchio, notano subito quanto curi la tua presenza e con quali firme ti vesti ogni mattina. E se poi guardano la macchina che usi, capiscono subito che tu non scherzi. Costera’ anche tanto denaro, pero’ quello e’ in fondo l’unico lusso che ti permetti. Se fosse per te gireresti anche in maglione, ma in societa’ oggi conta solo apparire e tu non sei ancora nessuno per fare tendenza e percio’ non puoi altro che fare come tutti gli altri. E solo tu sai che fatica e’ trovare oggi il tempo per essere dal barbiere tutti i sabato mattina perche’ tu hai solo un’ora di tempo alla settimana per farti capelli come vuoi tu mani e piedi. E se non fai cosi’ da un barbiere qualunque perdi solo tempo e soldi, perche’ aspetti ore in fila e ti combina qualche disastro in testa. Volere non e’ potere mentre il tempo e’ denaro. Ed allora devi decidere e fare tutto in fretta perche’ la teoria non e’ la pratica. C’e’ la stessa differenza che passa tra una previsione di bilancio ed un consuntivo. C’e sempre uno scostamento tra i due e solo Dio sa quanto hai dovuto lottare ogni giorno per convincere i tuoi collaboratori ad acquisire una mentalita’ nuova, aperta e moderna, non dico come la tua, ma un tantino piu’ elastica. Ma in fondo non potevi fare di piu’, se un po piu’ di iniziativa da parte dei tuoi collaboratori te la saresti aspettata. Loro sentono poco il peso della resposabilita’. E proprio quello te la lasciano tutto sulle tue spalle. E comunque, nonostante tutto, anche quest’anno e’ andata bene. Ci vorrebbe la bacchetta magica che non e’ solo piu’ denaro, ma denaro in quantita’ illimitata. Ti fa sorridere anche Berlusconi quando dice che la bacchetta magica non ce l’ha nemmeno lui. Se fossi tu al suo posto, quante cose cambieresti! Pero’ tu nel tuo intimo, consideri Silvio uno tosto rispetto a tutti gli altri politici. Non la pensi come lui e magari non lo voterai mai, ma se lo confronti con Mortadella o Baffino non c’e’ proprio partita. Lui e’ un po’ come te, prima di tutto perche’ e’ un numero uno. Nelle televisioni come nel calcio o in politica, arriva lui e dopo un po’ vedi che ha messo sotto tutti ed e’ diventato il numero uno. Lui e’ uno di quelli che sa come si fanno queste cose, perche’ tra l’atro lui il denaro ce l’ha proprio di suo e ha sempre saputo come farlo lavorare. E poi non sapra’ parlare bene, pero’ e furbo come pochi e riesce a spiegarti sempre qualcosa di nuovo. Lui e’ proprio un innovatore ed un moderno. Come quando e’ riuscito a Londra a farsi fotografare abbracciato con Obama da un lato e Medveyev dall’altro. Una imagine che vale in soldoni anche in politica piu’ di un discorso fumoso o di tre manifestazioni. Quello, e’ uno che bisogna lascirlo stare, perche’ e’ uno che sa cosa vuole dire andare avanti sa fare non si ferma mai e non ci fara’ tornare indietro.

sabato 18 aprile 2009

LA NOSTRA VITA STA CAMBIANDO A VELOCITA’ FULMINANTE.
Blog, sharing, computer, mause, feed, layout, post, chat, mail, screening, scrolling, test, back up, software, net-work, missing, rooming, recorder, cover, movie, clip, file. Queste, come molte altre, sono ormai parole di uso comune. Sono tutte parole in americano che esprimono concetti linguistici precisi o azioni che ci stanno cambiando le nostre abitudini di vita e con le quali abbiamo a che fare ogni giorno sempre di piu’. Sono pero’ una palese manifestazione della superiorita’ culturale statunitense in campo informatico, e dell’evidente ritardo dell’Europa. I primo trascinano, e tutto il mondo segue. E noi europei, non siamo neanche i migliori assimilitatori. Se prendiamo come indice di riferimento la diffusione di strumentazioni informatiche personali, (compiuter, notebook, netbook, play-station, telefonini), siamo dietro al Sud Est asiatico ed alla Cina. I primi perche’ sono meno pigri di noi, i secondi perche’ sono piu’ numerosi. Pochi sono i termini tradotti in italiano e non sempre in modo preciso. Grave problema, perche’ la mancanza di traduzione o rispondenza concettuale, crea insicurezza, rende difficile la comprensione e quindi l’apprendimento mentale di logiche e tecniche nuove, sempre’ piu’ utili o addirittura indispensabili per acquisire conoscenza e comunicare con gli altri. In sintesi: ormai ci complica la vita.
Io per esempio quando ero piccolo andavo a vedere un film e non sono andato mai a vedere un “movie” e fino a quando non vidi un documentario, identificavo il film addirittura come la forma di rappresentazione virtuale del movimento. E poi la monumentalita’ di alcuni cinema, mi portava a riconoscere una importanza quasi equivalente a quella dei teatri, nella mie categorie mentali degli strumenti di acquisizione della conoscenza. Ma tra questi strumenti, il roulo principale era sempre coperto dal classico libro. L’informatica ha gia’ trasmormato e semplificato le vecchie categorie mentali. Tutti gli strumenti materiali che servivano per acquisire conoscenza e quindi sapere, libri, giornali, fotografie, “film” video e quant’altro, in un unico strumento che e’ il file. I file a loro volta, possono essere di testo, musicali, di immagine o video. Per raggiungere l’identita’ perfetta con i sensi della percezione umana, mancano all’appello, solo file che trasmettano odori e sapori. Ed oggi, lavoriamo tutti, sempre piu’ sui e con i file, perche’ con le applicazioni, possiamo combinarli tra loro in infiniti modi e trasmetterli con molteplici strumenti. I risultati pero’ sono straordinari, perche’ risparmiamo tempo, denaro, fatica a go-go. Io poi, mi trovo ancora spesso in difficolta’ con le estensioni dei file e le conversioni, ma quando posso mi alleno, perche’ capisco che adeguare la mia padronanza, mi permette risparmi ancora superiori. Sara’ meglio che assimili mentalmente e definitivamente questa codifca per file degli strumenti antichi del sapere ed anche che riordini in fretta i miei archivi, soprattutto quelli in rete. Fortunati i piu’ giovani di me, che a parte 4-5 generazioni, sono nati senza condizionamenti in eccesso e fin dall’infanzia non hanno perso tutto il tempo che ho perduto io per arrivarci con la pratica ed il ragionamento!

INTERNET E LA SOCIETA’ DEL FUTURO

Internet  ci sta portando in tempi rapidissimi verso la societa’ del futuro. Oggetti strumentali come penne, borse, lettere, biglietti di auguri, cartoline, agende, macchine da scrivere, calcolatrici meccaniche, registratori, orologi, giradischi, cassette, gomme per cancellare, puntatrici, videoregistratori, mangianastri, sono ormai per molte persone, strumenti inutili, non piu’ essenziali  e sempre di piu’ legati ai ricordi di un passato recente. Beni materiali che avevamo comprato perche’, indispensabili per il nostro lavoro o lo studio, o meglio per acquisire le conoscenze utili a fare le cose che dobbiamo o decidiamo di fare con il massimo di soddisfazione personale, sono stati sostituiti da altri beni materiali ma anche e sempre di piu’ da beni immateriali copiuter, tastiere, mause, applicazioni, dischi rigidi memorie esterne, memorie flash, domini informatici, nuovi oggetti che compriamo ormai per necessita’, ma sempre per acquisire le conoscenze utili a fare le nostre cose con il massimo di soddisfazione personale. L’informatica, in tempi molti rapidi, ha prodotto tanti e sostanziali cambiamenti nelle abitudini personali, come nei rapporti sociali. Il mondo delle comunicazioni, della mobilita’ dell’economia, della cultura, ha visto l’entrata di nuovi potenti strumenti come E-mail, SMS, Chat, Feed e molti materiali spazi di aggregazione come Osterie, Cinema, Bar, Sale di lettura, sono state sostituite da spazi cosiddetti virtuali, come network, siti Internet forum, blog, che permettono l’acquisizione di informazioni dirette ed in quantita’ illimitata. Tutto diventa piu’ rapido e tante cose che fino a poco tempo prima acquisivamo a pagamento o che richiedevano delicati o costosi strumenti per essere fatte, oggi si acquisicono gratuitamente e sempre piu’ spesso I nostri problemi da risorvere diventano come indirizzare la ricerca o quali materiali salvare o quali conservare. Avvertiamo in modo crescente, che programmi ed applicazioni informatiche ti permettono di raggiungere risultati straordinari, ma che per capire come farle funzionare e al meglio, basta sempre meno l’esperienza pratica e a volte avvertiamo anche con terrore, quanto pesi sempre di piu’ nelle nostre perdite di tempo o nei nostri clamorosi insuccessi, le insufficienza delle nostre conoscenze teoriche, ovvero della formazione informatica di base. 

mercoledì 15 aprile 2009

11.04.2009

MEDVEDEV SIGNS LAW ON COMMERATION DATES
MOSCOW, April 11 (Itar-Tass) -- Russian President Dmitry Medvedev has signed the federal law on changes to Article Eleven of the Federal Law on Days of Military Glory and Memorable Dates in Russia, which was passed by the State Duma on March 27, 2009, and approved by the Federation Council on April 1, the Kremlin press service said on Saturday.

The new version of Article Eleven sets the following memorable dates to be observed in the Russian Federation:

January 25 -- Day of Russian Students,

April 12 -- Cosmonautics Day,

June 22 -- Day of Memory and Mourning -- the Great Patriotic War beginning date (1941),

June 29 -- Day of Partisans and Underground Members,

September 3 -- Day of Solidarity in Fight against Terrorism,

November 7 -- Day of the 1917 October Revolution,

December 9 -- Day of Heroes of the Fatherland,

December 12 -- Day of the Constitution of the Russian Federation.

The federal law comes into force from January 1, 2010.

Thus, Day of Partisans and Underground Members, Day of Solidarity in Fight against Terrorism and Day of the October Revolution of 1917 are set down in the law as commemoration dates from 2010.
MA COSA STA SUCCEDENDO IN ITALIA?

Il via lo ha dato Fini in visita alle tendopoli degli sfollati, con una affermazione lapidaria. L’inchiesta di Santoro sul terremoto in Abruzzo e’ stata “indecente, “l’unica cosa stonata in questa tragedia”. Subito Berlusconi, Gasparri ed i giornali militanti, sono scesi di ronda con il cappio in mano, a pretendere la testa del giornalista quale necessaria soluzione per riportare la programmazione Rai ad indirizzi etici. Dal canto loro, i nuovi vertici Rai hanno gia’ deciso (in assoluta autonomia e senza condizionamenti di sorta tantomeno politici), di aprire una inchiesta.
E gia’, perche’ quando tanti autorevoli leaders di un partito politico che secondo i sondaggi viaggia verso il 50% dei consensi, si riconoscono appieno nelle cose dette da Fini, queste non sono piu’ semplici opinioni, ma oggi diventano sacrosante verita’ condivise da almeno la meta’ del popolo italiano. E la verita’ deve sempre trionfare contro la menzogna, come la ragione contro l’ignoranza, il progresso contro la barbaria, il bene contro la malvagita’. E poi si tratta di un coro talmente intonato, che di fronte ad una tragedia di queste dimensioni anche la protesta di indipendenza dell’informazione da parte di qualche pesce fuor d’acqua appare fuori luogo e pretestuosa. La soluzione e’ solo nell’agire con determinazione e la necessaria durezza, per venire incontro al senso comune della gente e rendere giustizia alle vittime.
Ho visto la trasmissione di Santoro sul terremoto e non mi e’ apparsa indecente. Ritengo, come molti osservatori esteri, che l’indecenza sia stata superata in questa occasione da altri, a partire dalle dichiarazioni del Premier che proprio mentre Fini cantava, ha affermato testualmente in conferenza stampa “di avere giurato sulle bare delle vittime che nessuno degli sfollati sara’ lasciato solo”. L’indecenza e’ stata superata dalle reti Rai e Mediaset che hanno mollato incapaci a cercare servizi ad ogni costo (puntualmente trasmessi senza tagli ne’ commenti) e non inviati stampa per riferire fatti. In questi giorni, le reti televisive italiane tra una magnificazione e l’altra del Premier e dei soccorritori, ci hanno mostrato porcherie immonde. Si sono visti sfollati che dormivano in auto, importunati da fari cineprese e microfoni per sentirsi chiedere “come sta?”, “lei dov’era?”, “quanti morti ci sono secondo lei sotto quella casa?”, oppure “ questa sera lei andra’ in tenda o in albergo?” E tante altre, eticamente ancora peggiori, come il servizio del telegiornale Rai Uno, che non ha trovato notizia piu’ importante da riferire con enfasi agli italiani di quella sui records di odience battuti dalla testata giornalistica, grazie ai suoi servizi sul terremoto.
A me sembra invece che la trasmissione di Santoro ha messo sul piatto verita’ sacrosante e sottaciute dai piu’. La prima consiste nel fatto che questa tragedia mette in primo piano i peggiori vizi di costume che dominano prepotentemente la societa’ italiana di oggi. In Italia infatti, nonostante una legislazione antisismica particolarmente avanzata, nel 2009 solo il 15% delle abitazioni e’ a norma ed esistano oltre 2 milioni di edifici abusivi. Nel Mondo, o almeno dove l’informazione fa il suo lavoro, questa e’ la notizia di base, per approfondire il perche’ dell’accaduto. Infatti, e’ scientificamente provato che il terremoto non ha natura divina ne’ tantomeno che sia imputabile al destino ed e’ anche provato che il terremoto non uccide nessuno. Per ricondurci all’ambito corretto per affrontare quanto e’ accaduto in Abruzzo, ci ricordava un tecnico a Ballaro’, che anche il piu’ violento dei sismi, se avviene nel deserto, non provoca vittime. Le vittime ci sono soprattutto quando le persone sono colte di sorpresa, non hanno tempo per fuggire e rimangono schiacciate dai crolli delle abitazioni. E negli ultimi cent’anni gli italiani morti per colpa dei crolli avvenuti durante i terremoti, sono centinaia di migliaia, piu’ che nella Prima Guerra Mondiale. Gli insegnamenti e la memoria di questi eventi, dovrebbero quindi meritare perlomeno la stessa attenzione storica e culturale, per perseguire coralmente e tenacemente il minor danno possibile nella prossima occasione, visto che siamo certi che ci sara’. Ma in Italia questo non avviene e si agisce solo sull’onda dell’emozione. Negli ultimi cinquant’anni, sono stati predisposti i sistemi di rilevazione sismica, mappature che individuano il grado di rischio di tutto il territorio nazionale; e’ stata istituita la protezione civile con competenze di prevenzione e soccorso e si e’ legiferato in materia in termini sempre piu’ adeguati. Ma nell’insieme, tutto questo e poco, molto poco rispetto a quello che si poteva e doveva fare. Anche in Giappone, in California, in Cina ed in Russia, hanno dovuto fronteggiare situazioni simili o anche peggiori. Ma quasi ovunque, da molto tempo hanno portato, con impegni politicamente bipartisan e gradualita’ l’intera societa’ ad adeguarsi. Sono partiti dalle nuove costruzioni, fissando regole per le localizzazioni, gli insediamenti, le costruzioni i materiali, hanno adeguato o spostato gli edifici strategici e sensibili, hanno adeguato gli edifici storici. Poi per gli edifici civili hanno deciso piani mirati, adeguamenti obbligatori e anche demolizioni obbligatorie. Ed oggi quei territori sono ancora densamente abitati, ma le costruzioni esistenti reggono l’impatto sisimico. In parallelo hanno educato le popolazioni interessate a comportamenti virtuosi e consapevoli. Per questo, da quelle parti oggi, terremoti della forza di quello avvenuto in Abruzzo, non provocano quasi mai vittime o crolli. In Italia, come in Grecia, invece, purtroppo non e’ cosi’. Quindi i politici di tutti gli orientamenti, nazionali e di periferia, quando in Italia avvengono catastrofi del genere, dimostrano esempio etico se riflettono sulle proprie molteplici e gravi responsabilita’; se si coprono il capo di cenere e chiedono scusa senza giustificazioni ai cittadini. Ma questo, solo dopo aver fatto bene il proprio dovere, e cioe’ il possibile per salvare ed assistere le vite umane. In questi casi un obbligo etico senza eccezioni, dovrebbe riguardare l’esigenza di apparire solo quando e’ inevitabile e soprattutto mai in termini cosi’ asfissianti come e’ avvenuto questa settimana. Il rispetto per il dolore delle vittime e delle popolazioni colpite, e’ compatibile solo con presenze contenute e non invadenti, veri e propri falli a gamba tesa da sancire con l’espulsione. Questo riguarda sopratutto le reti televisive Rai e Mediaset ed il taglio scelto dalle testate giornalistiche militanti. La notizia da raccontare e’ data dalla enormita’ di vittime e dal dolore delle popolazioni e questo tema va sviluppato con professionalita’ ed impegno entrando anche nell’infinita’ di aspetti specifici che la notizia alimenta. Ma quando si decide di pubblicare le cose per come arrivano, senza un filtro ed un montaggio, oppure di soffermarsi in termini ossessivi a dare spazio ad alcuni aspetti della notizia e non ad altri, allora il comportamento professionale ed etico de giornalista, diventa discutibile. Uno di questi temi e’ l’insistenza a volere documentare l’impegno napoleonico del Premier in questa vicenda, che riferisce giornalmente addirittura sul numero di tende, letti e volontari a disposizione e qualita’ dei pasti, cercando di coniarsi una medaglia da applicare sul prossimo programma elettorale. Di peggio. Si vuole fare intendere all’opinione pubblica, che l’operato di questo Governo e’ senza macchia e quindi anche senza responsabilita’ alcuna. E non puo’ avere diritto d’ascolto o di parola chi afferma il contrario, perche’ racconta solo falsita’ e dimostra mala fede strumentale. Questo impianto e’ di una violenza culturale inaudita, perche’ vuole imporre i vincoli e temi all’intera discussione politica. E’ una manifestazione da quarto potere, attuata con tecniche precise di propaganda, secondo la quale si stabiliscono dall’alto le cose che si possono criticare e quelle che non si possono criticare. E’ come una cappa che pesa contro tutti quelli che non sono nel coro ed e’ una palla al piede per lo sviluppo civile di una qualunque comunita’. Sono cose gravi quando albergano all’interno di un partito, ma diventano terribili quando si affermano da parte di un partito, anche quello del 51%. E questa sensazione genera la convinzione che l’Italia non sia dei cittadini, perlomeno in questo momento. Se sono rimasti uccisi un numero cosi’ elevato di esseri umani, la responsabilita’ non e’ del terremoto ma di altri esseri umani siano essi dei potenti o dei semplici geometri, che hanno progettato, costruito autorizzato, pianificato l’edificabile, senza avere come priorita’ mentale e del proprio agire, il rispetto dei vincoli naturali e delle leggi insistenti sui territori. Poi la magistratura stabilira’ se ci sono stati anche delitti e se si’ quali pene infliggere ed a chi. E la cultura dei condoni, come l’eccesso di tolleranza verso l’abusivismo edilizio, scoprono in questo casi, la loro vera natura criminale.
Poi la trasmissione di Santoro ha messo il dito su di un secondo punto, quello dei ritardi. Ed anche qui ancora cori a non finire per sostenere il contrario. Eppure lo sanno anche i sassi che in Italia la manutenzione delle abitazioni e’ a dir poco scadente, mai legata a scadenze periodiche e quasi sempre legata ad ampliamenti edilizi (una veranda, una camera o un piano in piu’). Inoltre l’Aquila e’ in una zona considerata ad alto rischio sismico. Li’ la terra stava tremando da mesi e tremera’ ancora per diverso tempo. Passi per la sorpresa (anche se in guerra la sentinella che dorme di regola viene processata e fucilata), ma a l’Aquila come altrove, la protezione civile italiana non ha ancora predisposto ed attuato piani preventivi obbligatori di addestramento per le scuole, le fabbriche, i centri commerciali, gli uffici e la popolazione, esattamente come hanno imparato a fare da molto tempo i giapponesi, ed i russi sulle Isole Kurili e neppure piani di verifica ed adeguamento obbligatori dei presidi essenziali, o degli impianti a rischio. Credetemi; nel Mondo il fatto che a l’Aquila siano praticamente crollati l’Ospedale e la Prefettura e’ di per se’ una notizia sbalorditiva per il senso comune dei piu’ . In Giappone poi, hanno deciso di recente, di realizzare in tre anni l’ultimo piano nazionale quinquennale antisismico, proprio per combinarlo con una azione decisa contro la crisi economica. Si noti che un fatto come questo in Giappone non e’ nemmeno una notizia, perche’ la notizia e’ data dalla fortuna di potere utilizzare una opportunita’ di questo tipo, per poter rendere piu’ efficace l’azione contro la crisi economica. Troppo spesso pero’ si rifiuta questo piano di discussione e si tronca il discorso con il classico luogo comune che da loro le cose vanno cosi’ perche’ hanno un’altra cultura, che e’ come dire che in Svizzera i treni arrivano in orario perche’ non hanno tutti i problemi che abbiamo noi. Ma sarebbe meglio convincersi che loro l’altra cultura sono riusciti a costruirsela, sostituendo per esempio la cultura del fare con quella del fare bene e facendo seguire alle parole dei programmi, leggi e le realizzazioni previste. In Italia invece, sosteniamo la giusta necessita’ di stimolare l’edilizia per rispondere alla crisi economica e riavviare lo sviluppo, ma abbiamo la testa altrove e pensiamo ad un piano in piu’, una camera in piu’ a nuove abitazioni. E tutte le occasioni sono buone: i giovani che non possono comprare la casa, gli sfrattati, decorose dimore per gli immigrati regolari e cosi’ via. Ci piace nascondere i nostri vizi dietro il volgare luogo comune che “bisogna fare cose e non chiacchierare e che si puo’ fare tutto solo dando al Premier una “bacchetta magica”, quasi a fare capire che in Giappone sono piu’ fortunati di noi. Sono senza inquilini sfrattati, giovani senza casa, immigrati da sistemare e quindi possono tranquillamente pensare agli adeguamenti delle leggi contro i terremoti.
Invece, proprio per il credito storico culturale che il Mondo riconosce all’Italia, all’estero sorprende molto vedere che proprio in Italia non vengono fatte cose vitali, come quella di fissare vincoli inderogabili di compatibilita’ con la natura, come regola dello sviluppo insediativo da perseguire, che sembra invece affidato di regola al caso. Nel Mondo tutti conoscono il Vesuvio e tutti vedono come quell’area rimane densamente abitata e che l’urbanizzazione da quelle parti, continua ancora oggi. E per molti non ci sono spiegazioni comprensibili, per questa come per altre contraddizioni italiane evidenti. E poi, come nei principali paesi civili, anche in Italia l’abusivismo edilizio e’ considerato un reato penale, ma nonostante questo, e’ noto che non si sequestra quasi mai nulla e si demoliscono solo le baraccopoli dei poveri Cristi che vivono ai margini delle metropoli. Per gli italiani “la cementificazione” non e’ un vizio capitale equivalente alla associazione a delinquere, ma sembra quasi una virtu’, propria di chi si adopera per le sviluppo ed il progresso. E sono di questa perversa opinione, soprattutto tanti politici (anche tra quelli della tolleranza zero), nelle cui menti albergano in modo diffuso tolleranza a go-go e complicita’ clamorose. A partire dai politici nazionali, che per una ragione o per l’altra, hanno rifilato criminali condoni su condoni. E cosi’ all’estero quando l’Italia balza all’attenzione per vicende come questa del sisma in Abruzzo e si vedono le furibonde discussioni dei programmi italiani si pensa subito al melodramma a Toto’ e troppi comportamenti risultano censurabili e incomprensibili. Quando poi si argomenta che i clamorosi ed evidenti ritardi degli adeguamenti imposti dalle norme antisismiche italiane (e non europee) dipendono dal fatto che in Italia ci sono tanti monumenti storici e tante abitazioni costruite prima della legislazione, si sta offendendo il buon senso comune, perche’ monumenti storici ed abitazioni costruite precedentemente esistono ovunque, anche nei paesi dove gli adeguamenti vengono fatti. All’estero poi, notizie come quella della condanna dei dirigenti della Calcestruzzi perche’ hanno prodotto e venduto per anni calcestruzzo “depotenziato” (un elegante specifico neologismo giuridico per far rientrare le colpe nella categoria dei ladri e non dei truffatori) per dividersi i ricavi con la Mafia siciliana, combinate con le terribili immagini del terremoto, porta subito alla mente quale grado di sicurezza sara’ dunque garantito nelle grandi infrastrutture italiane ed appare incredibile constatare che in Italia nessuno se ne preoccupi. La stessa notizia, combinata con la posizione dell’Italia (ritenuta dai piu’ fiscale) di difendere il principio che nei succhi di frutta deve essere contenuta una percentuale obbligatoria di arance, convince molti nell’idea che in Italia ci sono sempre due pesi e due misure. Di peggio, tra una incomprensione e l’altra succede che si mescolano troppe cose tra loro, ed una convinzione giusta e diffusa come quella che in Italia c’e’ troppa Mafia puo’ facilmente portare all’affermazione che gli italiani sono tutti un po’ mafiosi. Quando lo scrive un giornalista tedesco o lo afferma un politico straniero di terz’ordine (cosi’ non fu infatti quando Nixon affermo’ che gli italiani lui li riconosceva dall’odore), i giornalisti italiani insorgono in coro e gridano subito al razzismo. Ma farebbero bene ad insorgere con la stessa energia, anche contro l’Onorevole Mussolini quando afferma a Porta a Porta (e senza smentita) che i rumeni vengono in Italia per stuprare le nostre donne italiane, visto che quelle dichiarazioni hanno fatto il giro del Mondo.
Qui a San Pietroburgo c’e’ un piccolo giornale che da anni promuove una vera e propria campagna di stampa, contro i responsabili dell’inquinamento nucleare del Golfo Baltico, dovuto ai sommergibili della flotta di stanza a Kronstadt e preposti ancora oggi alla difesa nazionale. Eppure, il Presidente della Camera russo non e’ mai intervenuto. E neanche il Sindaco di Pietroburgo si permette di dichiarare che quel giornale e’ indecente. A nessuno e’ venuto in mente di ritirargli la licenza. Eppure i giornalisti italiani dei giornali e della televisione, quando parlano di Russia invocano sempre e comunque in coro la liberta’ di stampa negata. Allora perche’ lo stesso coro non lo rivolgono oggi a Fini, considerato che si sentono depositari del concetto di liberta’?. Che non sia vero in fondo, che in Italia oggi si predica bene ma poi si razzola male?
Pier52