Doveva essere un plebiscito ed invece è stata poco piu' di una vittoria. Doveva essere l'occasione per un fendente mortale al PD ed invece non ha sfondato nessuna linea del Piave. I suoi giornali di Partito, chiosano sul risultato a colpi di grancassa, ma e' la solita tattica per mascherare la pesante delusione. Al congresso del Popolo della Liberta' aveva parlato addirittura del 51%, che di recente aveva ripetutamente riposizionato sul 43-45%, per contenersi nelle ultime ore ad una previsione elettorale attorno al 40%. Allora, questa volta, il ciclone Berluscone ha fatto proprio cilecca, sopratutto pensando al potente vento che ha soffiato in poppa ai moderati di tutta Europa. E da oggi, il Grande Nano ha molti piu' problemi di ieri. In primo luogo perche' la Lega ce l'ha (non a chiacchiere) piu' duro di Topolanek, e sia Formigoni che Galan si sentono sicuramente indifesi, se non addirittura nudi. In secondo luogo, perche' tra i Popolari europei i piu' numerosi sono risultati i polacchi e la tanto sbandierata Presidenza del Parlamento Europeo non e' poi cosi' scontata come pareva nelle promesse pre-elettorali. E poi, i Popolari Europei dovranno intendersela da oggi proprio con quei lebbrosi di sinistra dei socialisti (quelli di Shulz, il Kapo' per il nostro Grande Nano), se vorranno garantire sufficiente governabilita' europeista e Barroso, uno tra i primi da sostituire con qualcuno piu' addomesticabile, appare oggi molto piu' solido di ieri. Infine il nostro Grande Nano, che puntava su una strepitosa affermazione personale per regolare a modo suo alcuni conti aperti con la politica e la stampa europea, ha fatto questa volta un bel buco nell'acqua. Nonostante avesse sbandierato un grandimento personale popolare del Presidente ormai attorno al 75% dei consensi, sul piano delle preferenze, ne ha preso meno di quanto ne raccolse nelle politiche del 2001 ed in quelle del 1994 e nella Circoscrizione del Nord-Est si e' fatto addirittura infilare come un tordo dalla Serracchiani. Questa volta, il Grande Nano mi fa la stessa compassione di quei campioni che continuano a gareggiare nonostante l'eta' anche se sono solo l'ombra di se stessi e si accontentano di un piazzamento qualsiasi pur di accontentare lo sponsor e di apparire. In conclusione quindi, il voto non gli ha affatto spianato la strada per conquistare l'Europa e nel Governo avra' molti piu' problemi di prima. In piu', nel Partito dovra' sopportare il fetore dovuto al mal di pancia di alcuni colonnelli di AN ed i tifosi del Milan che sapevano tutto da tempo sulla vendita di Kaka' lo hanno liquidato a San Siro con un coro velenoso "Papi, Papi!". Infine, Veronica, che ama tantissimo, procede con la separazione legale e nei giorni scorsi pare se ne sia anche andata di casa. Se Cristo si fermo' ad Eboli, forse il Grande Nano si e' fermato a Villa Certosa.
lunedì 8 giugno 2009
QUESTA VOLTA IL GRANDE NANO SI E' FERMATO A VILLA CERTOSA.
Doveva essere un plebiscito ed invece è stata poco piu' di una vittoria. Doveva essere l'occasione per un fendente mortale al PD ed invece non ha sfondato nessuna linea del Piave. I suoi giornali di Partito, chiosano sul risultato a colpi di grancassa, ma e' la solita tattica per mascherare la pesante delusione. Al congresso del Popolo della Liberta' aveva parlato addirittura del 51%, che di recente aveva ripetutamente riposizionato sul 43-45%, per contenersi nelle ultime ore ad una previsione elettorale attorno al 40%. Allora, questa volta, il ciclone Berluscone ha fatto proprio cilecca, sopratutto pensando al potente vento che ha soffiato in poppa ai moderati di tutta Europa. E da oggi, il Grande Nano ha molti piu' problemi di ieri. In primo luogo perche' la Lega ce l'ha (non a chiacchiere) piu' duro di Topolanek, e sia Formigoni che Galan si sentono sicuramente indifesi, se non addirittura nudi. In secondo luogo, perche' tra i Popolari europei i piu' numerosi sono risultati i polacchi e la tanto sbandierata Presidenza del Parlamento Europeo non e' poi cosi' scontata come pareva nelle promesse pre-elettorali. E poi, i Popolari Europei dovranno intendersela da oggi proprio con quei lebbrosi di sinistra dei socialisti (quelli di Shulz, il Kapo' per il nostro Grande Nano), se vorranno garantire sufficiente governabilita' europeista e Barroso, uno tra i primi da sostituire con qualcuno piu' addomesticabile, appare oggi molto piu' solido di ieri. Infine il nostro Grande Nano, che puntava su una strepitosa affermazione personale per regolare a modo suo alcuni conti aperti con la politica e la stampa europea, ha fatto questa volta un bel buco nell'acqua. Nonostante avesse sbandierato un grandimento personale popolare del Presidente ormai attorno al 75% dei consensi, sul piano delle preferenze, ne ha preso meno di quanto ne raccolse nelle politiche del 2001 ed in quelle del 1994 e nella Circoscrizione del Nord-Est si e' fatto addirittura infilare come un tordo dalla Serracchiani. Questa volta, il Grande Nano mi fa la stessa compassione di quei campioni che continuano a gareggiare nonostante l'eta' anche se sono solo l'ombra di se stessi e si accontentano di un piazzamento qualsiasi pur di accontentare lo sponsor e di apparire. In conclusione quindi, il voto non gli ha affatto spianato la strada per conquistare l'Europa e nel Governo avra' molti piu' problemi di prima. In piu', nel Partito dovra' sopportare il fetore dovuto al mal di pancia di alcuni colonnelli di AN ed i tifosi del Milan che sapevano tutto da tempo sulla vendita di Kaka' lo hanno liquidato a San Siro con un coro velenoso "Papi, Papi!". Infine, Veronica, che ama tantissimo, procede con la separazione legale e nei giorni scorsi pare se ne sia anche andata di casa. Se Cristo si fermo' ad Eboli, forse il Grande Nano si e' fermato a Villa Certosa.
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