martedì 11 maggio 2010

PER FAVORE, PAGATEMI DI PIU'.

Alessandro Giglioli su Piovono Rane dell'11 maggio 2010.

Giorgio Clelio Stracquadanio, classe 1959, milanese, liceo classico al Berchet di via Commenda, non riesce a finire l’università e fa il venditore per l’Ibm, quindi tenta la carriera di giornalista restando precario e intanto diventa militante del partito radicale.

E’ in quell’area che conosce Tiziana Maiolo, esponente antiproibizionista che nel ‘92 si fa eleggere alla Camera con Rifondazione comunista: Stracquadanio diventa così il suo portaborse e sbarca a Roma, dove finalmente ha un lavoro – seppur provvisorio – negli uffici di Rifondazione a Montecitorio.

Con Maiolo, impegnata per i diritti dei carcerati, Stracquadanio va ogni tanto a San Vittore e lì, in piena Tangentopoli, conosce Claudio Dini, il presidente socialista della metropolitana milanese, appena arrestato per mazzette.

Un altro colpo di fortuna, perché – attraverso Dini e la sua famiglia – Stracquadanio arriva a Gianni Letta: così quando due anni dopo Tiziana Maiolo passa a Forza Italia, Stracquadanio salta la quaglia con lei e presto la supera nelle grazie dei vertici, sia per il filo diretto con Letta sia perché si dimostra subito un estremista berlusconiano: si autodenuncia per violazione della par condicio e lavora nei comitati Fininvest durante il referendum sulla legge Mammì del ‘95.

L’anno dopo pensa già di poter incassare e tenta di entrare in Parlamento, ma viene trombato. Allora ricomincia a lavorare nel retrobottega di Forza Italia e si avvicina a Paolo Bonaiuti – di cui diventa segretario – mentre nel tempo libero scrive libretti allegati a “Libero”, diretto da Vittorio Feltri. E’ Bonaiuti, alla fine, a imporlo in lista nel 2006 facendolo eleggere al Senato.

Dal 2008 – passato a Montecitorio – diventa consigliere e ghost writer del ministro Maria Stella Gelmini.

Non avendo mai avuto un posto fisso, la sua grande angoscia è accumulare abbastanza legislature per poter incassare il vitalizio da parlamentare.

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