mercoledì 24 giugno 2009
G8, G14, G20 UN VERO TERREMOTO.
Il G8 dell'Aquila era stato programmato dal nostro Grande Nano come un roboante evento mediatico, per prendere 4 o 5 pesci con un'esca sola: ma ormai per Lui sta diventando un incubo. In quell'occasione non potra' imbavagliare la stampa oltre misura come ha fatto in questi ultimi mesi, ne' tantomeno rifiutarsi di rispondere ai giornalisti come capita ormai sempre piu' sovente quando gioca in casa. Ma anche nel merito le cose si sono complicate. Dato che il G8 lo presiedera' Lui, avrebbe voluto spiegarci altre verita' mediatiche costruite dal suo staff pubblicitario. La prima e' che quando Lui presiede i summit internazionali, come per magia si assumono decisioni storiche, in questo caso in materia economica. E dato che appare chiaro ogni giorno di piu', che il Governo italiano non sta fronteggiando la crisi economica, che i provvedimenti assunti sono largamente insufficienti e che le previsioni anche le peggiori peccavano di un ottimismo imperdonabile, l'operazione mediatica era utile per un nuovo scudo protettivo, contro Fini, la Lega, il PD, i Sindacati, le categorie economiche, che prima o poi lo prenderanno a pomodori in faccia assieme a Giulio Tremonti, ottimo cortigiano ed ottiimo incantatori di serpenti, ma pessimo Ministro dell'economia. Poi, il Grande Nano ci voleva spiegare che il G8 che presiede Lui, potra' diventare in futuro al massimo un G14, come riteneva possibile il suo amico Bush. Non mai un G20 come hanno sostenuto francesi tedeschi ed inglesi e come hanno gia' deciso sia Obama che Medvedev. Invece, secondo la visione del nostro Grande Nano nazionale, Obama non ha ancora deciso e provvedera' Lui a convincerlo con la sua amicizia o quella delle sue amiche. Si tratta di nuovi containers di balle mediatiche, servite con la collaborazione di una stampa sempre piu' complice. Come nel caso della calda amicizia personale tra il Grande Nano ed Obama, scaturita durante la recente Conferenza stampa alla Casa Bianca. In quella occasione, il nostro Premier ha rivolto ad Obama l'auspicio che la sua amicizia personale possa rafforzare ulteriormente le relazioni tra l'Italia e l'America, come e' gia' successo con i suoi predecessori Clinton e Bush. Ma tutti sanno (anche Obama ed Illary Clinton) quanto ben diverse furono le relazioni personali tra il Grande Nano, Bush e Clinton, proprio sul piano personale. Obama ha risposto affermativamente, ma facedo riferimento all'amicizia che lega il popolo italiano e quello americano e non all'amicizia personale invocata dal nostro Premier. Ma una parte della stampa italiana, ha preferito capire fischi e non fiaschi. Ha omesso Clinton nelle dichiarazioni del Premier ed il riferimento ai popoli nella risposta di Obama, per potere incoronare cosi' come una conquista del nostro Grande Nano un'amizia personale inesistente, con un prossimo ipotetico e sperato seguito di programma magari a Villa Certosa. E quando si e' trattato di indicare i punti gia' decisi al G20 di Londra in materia economica, proprio quelli che il nostro Grande Nano ha in animo di farci credere che saranno decisi al prossimo G8 dell'Aquila, il protocollo della Casa Bianca ha preteso che il nostro Premier leggesse un testo con le decisioni gia' assunte e che non parlasse a braccio come in tutte le altri parti della conferenza. Queste immagini, apparse di sfuggita durante la diretta di Porta a Porta, sono poi sparite dalle cronache e dai video italiani sull'incontro. Intanto Tremonti ci sta spiegando come fosse farina del suo sacco, proprio quelle decisoni. La inderogabile necessita' del ritorno all'economia reale, che i banchieri dovranno per forza riscoprire la loro missione, che l'economia deve tassativamente ritrovare un'etica e che i paradisi fiscali devono sparire. In parallelo il Grande Nano aveva nella manica l'asso Iran, invitato alla prossima riunione preparatoria di Trieste e che gli avrebbe comunque permesso un minimo di protagonismo personale. Ma Frattini ha annunciato con amarezza che l'Iran ha gia' disdetto l'invito e, visto che si e' rotta un gomito, anche Illary Clinton non partecipera'. Insomma, il G8 dell'Aquila sara' proprio una riunione di ordinaria ammistrazione che confermera' tra l'altro anche la sua esaurita' utilita', rispetto al ruolo piu' corposo gia' assunto a Londra dal G20, ormai per tutti i grandi nuova assise del confronto e delle fondamentali decisioni regolatrici delle sorti del Pianeta. Al G8 dell'Aquila c'e' pero' l'imprevedibile presenza dei terremotati, che ormai disturbano il sonno del nostro Grande Nano. Disillusi, i terremotati rivendicano un'attivita' del Governo almeno all'altezza di quello che fece il Governo Prodi per l'Umbria. Il Grande Nano ha gia' messo le mani avanti dicendo che la sinistra soffia sul fuoco irresponsabilmente ma omette di ricordare che la protesta, oscurata dalla TV a reti unificate, e' trasversale ed istituzionale e che quel disagio gia' manifestatosi clamorosamente con l'astensionismo record delle europee, poteva e doveva almeno in parte essere placato. Vediamo se riescira' a cavarsela anche questa volta.
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