lunedì 15 giugno 2009
Seconda puntata. Fregatura digitale e terrestre.
Grazie alla Legge Gasparri, approvata nel 2003, giusto in tempo per salvare Rete4 dall'invio sul satellite, l'Italia sta per entrare nell'era digitale. Una caterva di canali in più gratuiti per tutti, venduti con una martellante campagna pubblicitaria all'insegna del pluralismo, della liberta' di scelta e del vantaggio ecologico. Ma sono proprio questi i tratti fondanti? Nemmeno per sogno. Ancora una volta e' il Grande Nano a dettar legge, per tutelare il suo indebito modo di arricchirsi, scandendo di fatto i vincoli entro i quali devono muoversi i vari competitori. Sarebbe come dire che le regole del gioco le fissa un giocatore, il quale mentre e' in corso la partita, ha anche il potere di cambiarle a suo favore. Oltre agli utenti, questa volta la prima vittima e' addirittura la Rai che il nostro Grande Nano controlla abbondantemente, in particolare dopo le recenti nomine e la seconda ovviamente Sky, che toglie oggi al digitale una appetitosa fetta di mercato. Entro la fine di quest'anno, i nostri vecchi televisori non funzioneranno più e per riaccenderli avremo tre alternative. La prima e' quella di comprare un decoder digitale; la seconda e' quella di comprare un nuovo televisore con il decoder incorporato, la terza, che vale solo per i 4milioni e 800mila abbonati a Sky, lasciare le cose come stanno e ricevere i canali Rai e Mediaset direttamente dal satellite attraverso Sky. L'Espresso però, con l'articolo "Intrigo Digitale", firmato da Alessandro Gilioli, ci fa sapere che la Rai sta pensando addirittura di uscire dai palinsesti Sky, in ossequio all'asse di ferro definito con Mediaset. Con questa mossa insensata, la Rai perderebbe 450 milioni di pubblicità per sette anni e perderebbe circa il 13% dei suoi telespettatori, che oggi si sintonizzano sulle sue reti con la parabola satellitare, ma state tranquilli che i giornali di Partito del Grande Nano ci spiegheranno il valore strategico ed imprenditoriale di tali ardite scelte o magari che e' Skype ad approffittare oggi del vantaggio Rai per fare piu' abbonati che altrimenti non avrebbe. Invece, questa mossa serve solo ad una offensiva commerciale di forza del duopolio Rai-Mediaset contro Sky e a penalizzare i 4milioni e 800mila cittadini abbonati ad essa, che si troverebbero a pagare il canone Rai senza poterla piu' vedere, salvo adeguarsi e comprare un decoder per ogni vecchio televisore o comprare dei televisori nuovi. L'unico risultato utile di una stupidaggine del genere sarebbe solo l'evidente tutela della posizione di mercato del Grande Nano e del suo portafogli, prefigurando per lui solo, in aggiunta, la possibilita' di spaziare a piacimento sul digitale terrestre, per il quale Mediaset detiene i diritti televisivi del calcio, proprio quelli che hanno fin qui garantito il successo della TV satellitare di Sky. In piu', con l'introduzione del digitale, diventerebbe addirittura obbligatorio comprare un decoder per ogni televisore funzionante, assicurando in tal modo un mercato aggiuntivo e forzoso di circa 5milioni di decoder in piu'. In qualunque parte del mondo, si griderebbe allo scandalo, all'insopportabile ed asfissiante conflitto di interessi, all'affarismo lercio e marcio; si invocherebbe la trasparenza, la libera concorrenza, la tutela del consumatore. Nell'Italia del Grande Nano ho l'impressione che se cio' avvenisse anche le Autority ed i Garanti, terrebbero la bocca cucita, come accadde due anni fa all'epoca dei decoder commercializzati da Paolo Berlusconi, il fratello stravagante del Grande Nano, che all'insaputa dell'illustre familiare, commercializzava con un socio in stomachevole odor di mafia i decoder per la TV digitale in Sardegna, per i quali la legge Gasparri prevedeva un contributo dello Stato. Magari ad un certo punto saranno proprio i giornali di Partito e lo stesso Grande Nano che impugneranno la bandiera della modernita' contro la difesa del vecchio, il progresso contro la conservazione, secondo il solito ormai collaudato schema: gridare al lupo per mangiarsi l'agnello. Digitale terrestre equivalente a modernita' e satellitare od internet equivante ad arretratezza? Di questo ne parleremo nella prossima puntata.
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