venerdì 19 giugno 2009

IL BUON SENSO E' DI SINISTRA!

Ad ascoltare l'avvocato onorevole Ghedini o i vertici del PDL, incredibilmente assunti come portavoce dal palinsesto del TG1 diretto oggi da un dipendente del Grande Nano, sembra che anche il buon senso, ovvero il senso comune del pensare, sia diventato di sinistra e lo diventi ogni giorno sempre di piu'. A loro dire, il problema politico aperto oggi nel Paese e' un evidente complotto contro l'integrita' del Presidente del Consiglio, alimentata da falsita' e ben orchestrate iniziative dei guastatori del genio della magistratura democratica e della stampa a lui avversa, che fanno della violazione della sacrale privacy del nostro Premier l'arma quotidiana di intervento. Il fatto che il nostro Premier sia un incallito puttaniere e palesi ormai una stabilita' mentale perlomeno discutibile, rientra in una evidente normalita' che nulla c'entra con il prestigio dell'Italia all'estero, con la crisi economica o con le aspettative dei terremotati o del milioni di disoccupati in piu' che si ritrova oggi l'Italia. Sembra quasi che per loro vizi del genere siano e siano stati la consuetudine per statisti come Churchill, la Merkel, Tony Blair o Golda Mayer, con la sola differenza fondante che la stampa e la magistratura di quei Paesi, animata da consapevole e democratico senso nazionale, si e' sempre ben guardata dallo spiare dal buco della serratura. Per loro, il fatto che nelle sedi private del Premier, assunte pero' formalmente a sedi di Stato e negli aerei di Stato possano aver viaggiato con frequenza prostitute, delle quali alcune minorenni e che alcune di queste possano avere frequentato con familiarita' il letto del Premier, non e' un problema e nemmeno una notizia, perche' comunque la teoria giuridica dell'utilizzatore finale elaborata dall'avvocato onorevole Ghedini, fa giustizia di ogni illazione. Ed un uomo virtuoso e probo come il nostro Grande Nano che lavora con totale disinteresse personale 25 ore al giorno per il bene del Paese, non puo' essere crocifisso per una pausa privata che umanamente va concessa a chiunque.
Solamente a questo punto della vicenda, appare chiaro pero' che il nostro Grande Nano di pause se ne concede proprio parecchie ed anche i suoi vizi appaiono ormai piu' di uno e della peggior specie, come si capisce eloquentemente anche dalle recenti dichiarazioni di stampa dell'ex Presidente di Francia Cyrac. E poi, questo vizio del puttaniere, non appare cosi' trasparente e riconducibile in toto al famoso detto popolare che "l'uomo non e' di legno". In primo luogo perche' contraddice palesemente con quanto risulta aver sostenuto proprio l'avvocato onorevole Ghedini alcune settimane fa in Procura a Roma a sostegno del sequestro delle foto del fotografo Zappadu, circa il fatto che le frequentazioni del Premier con la minorenne Letizia erano relative alla comune passione per il karaoke. In quella occasione, trapelo' addirittura che tanto di certificati sanitari attestavano come un tumore alla prostata aveva costretto l'onnipotente Grande Nano addirittura all'impotenza, argomento che tagliava la testa al toro e rendeva fantasiosa ogni ulteriore supposizione, oggi invece piu' che possibile. In secondo luogo, perche' l'indagine della Procura di Bari a carico del signor Giampaolo e' solo agli inizi. L'accusa che assume forma ai suoi danni e' quella di corruzione e sfruttamento della prostituzione, due brutte gatte da pelare. Ad ascoltare quel che ha da dire qualche barese piu' informato di altri, il signor Giampaolo per aumentare le vendite della sua azienda di protesi sanitarie, sarebbe stato visto in giro con l'assegno in bocca, come si faceva a Milano nel primi anni novanta del XX secolo. Inoltre, lo stesso sarebbe noto per i suoi giri di prostitute di altro bordo attraverso le quali catturava i favori di diversi utilizzatori finali anche laddove non serviva nulla cavarsi qualcosa d'altro dalla bocca. Veramente un brutto affare. In Italia manca solo la cocaina per staccare al signor Giampaolo un biglietto di sola andata per un girone dell'inferno. Moralmente, io sono tra quelli che al signor Giampaolo qualche attenuante la concedo, perche' e' l'ambiente che rende santo o diavolo l'individuo e non e' sempre vero che nella vita puoi sceglierti l'ambiente di lavoro che preferisci, ma e' altrettanto vero che se per fare i soldi ti devi fare dare nel sedere, c'e' chi lo fa e chi preferisce rimanere povero. Il punto me lo ha fatto ieri sera il mio amico russo Ivan, un facoltoso commerciante di vini di San Pietroburgo. Qui le puttane di altro bordo non si servono a domicilio. Si affitta per una giornata intera una sauna full-optional con piscine idromassaggi palestre, bigliardi schermi giganti ad alta definizione, salotti privee', specchi e quant'altro. Cibo, vodka a volonta' ed un gruppo abbondante di giovanissime ragazze russe, tutte bellissime. Studentesse che devono finire l'universita' madri che devono mantenere i figli, orchestrali alle prime armi, ma per l'occasione tutte puttane a completa e totale disposizione, disponibili se necessario anche ad accoppiarsi in gruppo tra loro. Gli utilizzatori finali del servizo, sono sempre quelli che devono firmare il contratto. Mi dice Ivan che di contratti ne fa parecchi, che sopratutto gli italiani questo servizio quasi lo pretendono e se non l'hai previsto, sono capaci di tirartela per le lunghe e addirittura di non firmarti il contratto. Ivan sa benissimo che sono servizi piu' che tollerati da queste parti, ma non per questo previsti dalla legge e quando li ordina e' molto attento ai presidi di sicurezza e vigilanza. E' preoccupato sopratutto dei concorrenti, che possono cercare di incastrarti per fregarti i clienti e consegnarti nelle mani della Giustizia. Ma il tutto secondo lui fa parte del rischio d'impresa, del quale non puoi separe onori da oneri e quando ti tocca sta a te solo darti da fare per tirarti fuori dai pasticci. Nel nostro caso pero' il nostro Grande Nano e il Premier dell'Italia Repubblicana non un volgare commerciante di vini o di protesi sanitarie ed e' obbligato ad attenersi all'etica propria di quel rango, per la quale anche il ruolo di utilizzatore finale non e' per niente onorevole. E poi visto che in base al DDL Carfagna anche un utilizzatore finale incorre in un reato penale, bisogna conoscere quante volte questo e' accaduto e sopratutto chiarire se i servizi forniti da Giampaolo, suo vicino di casa in Sardegna, fossero quelli di un semplice ruffiano oppure di un pappone e quindi a quale titolo forniva gli stessi al Premier. E poi nella lista elettorale organizzata dal Ministro Fitto, la d'Addario non l'ha inserita di certo D'Alema e quindi quel miscuglio tre sesso e politica che adduceva Veronica Lario tra le motivazioni della sua causa di separazione, appare ogni giorno piu' veritiero, nonostante le ridicole smentite del Premier e si prefigura addirittura come una pratica ed un indirizzo comune ad altre aree del Partito. Ghedini per liquidare la credibilita' della d'Addario, sbandiera ai quattro venti che ha preso 7 preferenze quasi a fare capire che certe figure ci pensano poi gli elettori a trombarle. A me invece, pare ben piu' dignitosa la dichiarazione della stessa d'Addario, che consapevole della propria funzione, dice di essersi mossa quando ha capito di essere stata usata, facendo intendere che chi lo ha fatto non mantiene gli impegni assunti e di scrupoli etici ne ha proprio pochi in quanto persona. Il Premier ha gia' dichiarato che del fango su di lui ce ne sara' ancora e se lo dice lui credo che per una volta tanto vale la pena credergli. Intanto, assieme al suo Partito dovrebbe fare marcia indietro sul decreto "intercettazioni", che appare ogni giorno di piu' fatto a suo uso e consumo e poi dovrebbe rispondere alle legittime domande che gli sono state poste e che gli verranno poste sul suo caso, senza inventare ogni giorno nuove balle o nuovi complotti di fantasia. La similitudine piu' appropriata non mi pare quella della pagliuzza e della trave, ma quella degli scassinatori che alzano il volume della musica per non fare sentire il rumore del trapano che apre la cassaforte e per la prima volta dal 1973, sono d'accordo con quanto ha scritto Giuliano Ferrara.

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