Zaccagnini fu prima di tutto un antifascista resistente, membro del Comitato di Liberazione Nazionale e Padre Costituente. Fu tra i Costituenti anche della Democrazia Cristiana nella quale si schiero' fin dall'inizio a fianco di Aldo Moro, che piu' di ogni altro interpreto' e teoririzzo' la laicita' della politica e del pluralismo politico. Fu sempre un innovatore, sia in politica che negli incarichi governativi assunti nei diversi Governi Fanfani a cui partecipo'. Contruibui' in termini sostanziali, sia al decollo della Societa' Costruzioni e Concessioni Austostrade, uno dei traini dello sviluppo economico nazionale, sia alla realizzazione dello stabilimento Anic, realizzato a Ravenna alla fine degli anni '50 da Enrico Mattei, in una logica di impresa estrattiva che, anziche' massimizzare i profitti, li redistribuiva perlomeno in parte, in case e servizi per i lavoratori. Una Filosofia di sviluppo oggi incomprensibile, ma che a quel tempo, rappresentava in Europa e nel Mondo una delle teorie piu' affascinanti: quella del cosiddetto capitalismo sociale. Fu un democratico, legato alla gente, non agli elettori, che lo ricambiarono sempre con una stima indiscussa al di la' delle appartenenze politiche. Anche a me giovane del'68, movimentista spinto, mi appariva come un politico diverso, da quelli piu' giovani e rampanti di lui. Sia lui che Boldrini, erano due politici che avevano prima di tutto il tempo per ascoltare. Lo capivi bene dopo avergli posto un problema, perche' ti rispondevano con chiarezza e semplicita' nel merito, esponendoti le loro opinioni di merito, anche quando, sempre nel merito erano in profondo disaccordo con le tue tesi. Dai pochi incontri individuali che ebbi personalmente con lui, come dai molti invece che ebbi con Bulow, ho sempre apprezzato la franchezza, la pacatezza, l'umanita'. Quando divenne segretario della DC, mezzo mondo politico nazionale, lo dava come un uomo non all'altezza dell'incarico, Ma fu proprio lui, il Partigiano, il Costituente, il Volto Onesto della DC, a rappresentare assieme ad Enrico Berlinguer la piu' impressionante diga sulla sulla linea della fermezza durante il sequestro Moro e a salvare l'Italia dalla deriva terrorista.
venerdì 13 novembre 2009
BENIGNO ZACCAGNINI.
Zaccagnini fu prima di tutto un antifascista resistente, membro del Comitato di Liberazione Nazionale e Padre Costituente. Fu tra i Costituenti anche della Democrazia Cristiana nella quale si schiero' fin dall'inizio a fianco di Aldo Moro, che piu' di ogni altro interpreto' e teoririzzo' la laicita' della politica e del pluralismo politico. Fu sempre un innovatore, sia in politica che negli incarichi governativi assunti nei diversi Governi Fanfani a cui partecipo'. Contruibui' in termini sostanziali, sia al decollo della Societa' Costruzioni e Concessioni Austostrade, uno dei traini dello sviluppo economico nazionale, sia alla realizzazione dello stabilimento Anic, realizzato a Ravenna alla fine degli anni '50 da Enrico Mattei, in una logica di impresa estrattiva che, anziche' massimizzare i profitti, li redistribuiva perlomeno in parte, in case e servizi per i lavoratori. Una Filosofia di sviluppo oggi incomprensibile, ma che a quel tempo, rappresentava in Europa e nel Mondo una delle teorie piu' affascinanti: quella del cosiddetto capitalismo sociale. Fu un democratico, legato alla gente, non agli elettori, che lo ricambiarono sempre con una stima indiscussa al di la' delle appartenenze politiche. Anche a me giovane del'68, movimentista spinto, mi appariva come un politico diverso, da quelli piu' giovani e rampanti di lui. Sia lui che Boldrini, erano due politici che avevano prima di tutto il tempo per ascoltare. Lo capivi bene dopo avergli posto un problema, perche' ti rispondevano con chiarezza e semplicita' nel merito, esponendoti le loro opinioni di merito, anche quando, sempre nel merito erano in profondo disaccordo con le tue tesi. Dai pochi incontri individuali che ebbi personalmente con lui, come dai molti invece che ebbi con Bulow, ho sempre apprezzato la franchezza, la pacatezza, l'umanita'. Quando divenne segretario della DC, mezzo mondo politico nazionale, lo dava come un uomo non all'altezza dell'incarico, Ma fu proprio lui, il Partigiano, il Costituente, il Volto Onesto della DC, a rappresentare assieme ad Enrico Berlinguer la piu' impressionante diga sulla sulla linea della fermezza durante il sequestro Moro e a salvare l'Italia dalla deriva terrorista.
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